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Caso Denise: giallo lungo 17 anni tra processi, avvistamenti e pettegolezzi/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – A suo carico una intercettazione ambientale, molto discussa, di una conversazione ambientale tra Jessica Pulizzi e la madre Anna Corona, negli uffici della Polizia, dove dovevano essere interrogate. Una frase risentita mille volte, da accusa e difesa. Detta in dialetto. “Io a casa c’a purtai (a casa gliela portai)”, dice Jessica. Per gli investigatori dell’epoca una frase chiave. Così la ragazza viene accusata di sequestro in concorso. Secondo la Procura Jessica avrebbe portato prima Denise a casa del padre e non trovandolo l’avrebbe consegnata ad altre persone. Che, però, non sono mai state individuate. Intanto, ci sono altre segnalazioni. Come quella della ragazzina che nel 2015 scrive su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia. Ma è un falso. E la ragazzina viene smascherata dal programma ‘Chi l’ha visto?’ di Federica Sciarelli.

Nel frattempo, Jessica finisce sotto processo, con l’ex fidanzatino, Gaspare Galeb, accusato di false dichiarazioni ai pm. Ma dopo vari processi la ragazza è stata assolta, anche in appello. Il pm nel 2015 ha chiesto la condanna a 15 anni di carcere. Non accolta dalla Corte d’appello. Nel processo d’appello viene poi fuori un’altra intercettazione ambientale, che risale all’11 ottobre 2004, cioè un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola Denise.

Un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri magnetici, ascolta una frase ritenuta interessante. A suo avviso Jessica dice alla sorella minore Alice: “Quanno eramu ‘ncasa, a mamma l’ha uccisa a Denise (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise ndr). A quel punto la Procura di Marsala apre un altro fascicolo per omicidio e Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, diventa la principale indiziata. Ma quella conversazione era ‘sporca’, cioè non si sentiva bene. Dunque non era utilizzabile. E Alice Pulizzi, ascoltata in aula, ha negato anche con forza di avere mai accusato la madre pronunciando una frase del genere. Per la donna è stata poi chiesta l’archiviazione.

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