Caso Amara: Salvi, ‘procuratore Greco mi rassicurò su indagine loggia Ungheria’
Brescia, 4 apr. (Adnkronos) – “Il procuratore di Milano Francesco Greco mi rispose che non era vero che c’erano stati dei ritardi, che c’era il Covid, ma che nonostante questo erano state fatte altre attività”, oltre ad avere raccolto le dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara sulla presunta loggia Ungheria. Giovanni Salvi, ex procuratore generale della Cassazione ricostruisce in aula a Brescia, nel processo che vede imputato per rivelazione del segreto d’ufficio l’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo, la telefonata (l’unica tra i due) del 25 maggio 2020 con l’allora capo della procura meneghina, poi il successivo incontro del 16 giugno.
“Mi disse che c’erano problemi sulle iscrizioni perché andavano fatte delle valutazioni sulle affermazioni rispetto ai soli elementi davvero indizianti e c’era anche un problema di competenza territoriale. Mi assicurò che la situazione era pienamente sotto controllo e che avevano già informato Perugia. Greco mi diede la sensazione di una persona che era sul pezzo”. Nel successivo incontro a Roma sostanzialmente gli argomenti furono gli stessi, “Sicuramente si parlò anche delle iscrizioni. Il ragionamento era si fanno le iscrizioni per quelli per i quali ci sono elementi” precisa.
Date che Salvi ricostruisce successivamente perché perde il telefono, come da denuncia, il 10 aprile 2021 una perdita dolosa su cui “alcuni giornali hanno fatto dietrologia e hanno messo in dubbio la mia onestà” conclude.
