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Caso Amara: pm, ‘Davigo si erge a paladino giustizia e lui è l’unico che la viola’

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Milano, 13 giu. (Adnkronos) – “Davigo si erge a paladino della giustizia per tutelare la legalità, ma l’unica legalità violata è nel salotto di casa sua” quando riceve dal pm di Milano Paolo Storari i verbali secretati resi dall’avvocato Piero Amara sulla presunta loggia Ungheria, di cui farebbero parte nomi eccellenti delle istituzioni, “atti che poi, dopo un po’ di tempo finiscono sui giornali pregiudicando una delicatissima indagine”. E’ uno dei passaggi del pm di Brescia Donato Greco, che insieme al collega Francesco Carlo Milanesi, ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi (pena sospesa) per l’ex consigliere del Csm imputato per rivelazione del segreto istruttorio.

“E’ lo stesso Davigo che determina Storari a commettere il reato, è lui che lo rassicura” sull’inopponibilità del segreto a un consigliere. Per il rappresentante dell’accusa non conta se i verbali sono coperti o meno da segreto, “il reato è la notizia” che viene ‘incrementata’ da quella consegna avvenuta nell’abitazione milanese: “Aver consegnato quel pezzo di carta rafforza la possibilità del reato, tanto che sappiamo come è andata a finire” aggiunge nel suo intervento. “Davigo dice a Storari il falso dicendo che su quegli atti il segreto non è opponibile al Csm, ci deve essere un interesse del Consiglio, invece Storari lamenta un’inerzia, di cui non c’è traccia se non nelle sue parole, su cui il Csm non ha voce in capitolo”. Non solo: le notizie al Csm “devono passare da un canale ufficiale, non nel corso di un colloquio con un singolo consigliere del Csm nel salotto di casa sua e con la consegna di una chiavetta Usb”.

Il pm Greco sottolinea anche un altro punto: tralasciando il problema della forma, così come l’assenza della prova che il fatto si sia compiuto ad aprile del 2020 – “non essendoci nessuna traccia del passaggio dei verbali” – l’intervento “ponte” operato da Davigo nei confronti dei colleghi ha come effetto quello di aver “allargato la platea dei destinatari di quella rivelazione” e questo ricorrendo a una ‘giustificazione’ bizzarra: “il Csm non sa tenere i segreti. Se anche fosse che il Csm non sa tenere i segreti non è che si può violare una norma ed è gravissimo che un’affermazione arrivi proprio da Davigo” conclude il pm Greco.