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**Carceri: la relazione giudici su boss Zagaria ‘scarcerato, rischia prendere virus in cella**

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Palermo, 8 mag. (Adnkronos) – Lasciare il boss camorrista Pasquale Zagaria, in carcere “equivarrebbe ad esporlo al rischio di progressione di una malattia potenzialmente letale, in totale spregio del diritto alla salute e del diritto a non subire un trattamento contrario al senso di umanità”. In altre parole, le condizioni di salute del boss camorrista non permettono di essere curato “nel circuito penitenziario a causa, dell’emergenza pandemica legata al Covid-19”. Ecco perché i giudici del Tribunale di Sorveglianza, hanno deciso di scarcerare il boss Zagaria e di mandarlo agli arresti domiciliari. E’ quanto si legge nelle sette pagine del provvedimento a firma del magistrato di sorveglianza Riccardo De Vito che l’Adnkronos ha potuto visionare. Zagaria era detenuto nel carcere di Sassari, al 41 bis cioè in regime di carcere duro. Ma anche lui ha lasciato la cella anzitempo, a causa dell’emergenza Coronavirus.

“In Sardegna – scrive il giudice – non vi è possibilità di svolgimento della terapia in ambiente carcerario dal momento che i reparti sono stati adattati a Centri Covid-19”. “Il Tribunale ha anche chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria se fosse possibile individuare altra struttura penitenziaria sul territorio nazionale dove effettuare il follow-up diagnostico e terapeutico ma, come detto, non è pervenuta alcuna risposta, neppure interlocutoria. Allo stato, pertanto, il detenuto si trova affetto da una patologia grave e soggetto alla necessità di un iter diagnostico e terapeutico che viene definito ‘indifferibile’ ma che al momento non è possibile effettuare”.

“Lasciare il detenuto in tali condizioni – dice il giudice di sorveglianza -equivarrebbe ad esporlo al rischio di progressione di una malattia potenzialmente letale, in totale spregio del diritto alla salute e del diritto a non subire un trattamento contrario al senso di umanità”. “L’impossibilità di effettuare il follow up diagnostico e terapeutico espone Pasquale Zagaria a un pericolo di aggravamento potenzialmente letale”. Una situazione, secondo i giudici, “intollerabile dal punto di vista soggettivo e psicologico del detenuto”.

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