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Carburanti: gestori, illegalità market leader, oltre 30% quota mercato clandestino (3)

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(Adnkronos) – Dalla approvazione della Risoluzione De Toma in Parlamento, votata all’unanimità da tutti i Gruppi e che impegnava il Governo ad assumere una iniziativa legislativa urgente sulla materia, offrendo delle chiarissime indicazioni finanche di dettaglio, rilevano i gestori, “sono ormai trascorsi 15 mesi senza che un solo provvedimento, una sola proposta, un solo dibattito, manco un ‘tavolo tecnico’ (che pure non si nega a nessuno), sia stato neanche adombrato.

I Gestori e le loro Organizzazioni, scrivono, “dopo aver tentato in ogni modo e inutilmente di sollecitare e coinvolgere le altre componenti del settore ed i Ministeri competenti, non possono più rimandare il momento di esporre pubblicamente le ‘proprie’ proposte, insieme alla denuncia dei troppi comportamenti ignavi, ipocriti, equivoci e persino, di fatto, conniventi che hanno contribuito ad inclinare il piano verso un livello di illegalità incontrollabile, ancora prima che di questa situazione ne cogliesse i frutti la criminalità organizzata. Ciascuno, settore, politica e Governo- deve ora risolvere prima di tutto i propri equivoci, affrontare le proprie deviazioni intestine ed accettare di mettere in discussione le proprie certezze. Quale progetto che ambisca seriamente a decarbonizzare la produzione e la distribuzione di energia può fare a meno di coinvolgere nella transizione in atto la rete che oggi garantisce il carburante per l’autotrazione, per la mobilità dei cittadini ed il trasporto delle merci? Ma, di contro, quale settore può seriamente ambire ad essere destinatario del finanziamento pubblico -compreso parte del Recovery Fund- indispensabile a questo livello di trasformazione richiesto, se il settore stesso è controllato dalle mafie?”.

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