Cannabis: Pd presenta pdl, ‘su uso terapeutico cure più accessibili e meno burocrazia’
Roma, 12 lug (Adnkronos) – “Rendere più accessibili per i pazienti le cure attraverso la cannabis terapeutica, superando ostacoli burocratici, peculiarità regionali e difficoltà di approvvigionamento e mettendo nel contempo l’Italia in grado di sopperire al fabbisogno reale di medicinali a base di cannabis grazie a un attento monitoraggio, accompagnato da studi scientifici, informazione e formazione per i medici”. Sono gli obiettivi della proposta di legge di cui è prima firmataria la deputata del Partito democratico Antonella Forattini presentata alla Camera.
Presenti, oltre alla Forattini, la deputata del Pd Ilenia Malavasi, co-firmataria della proposta; il medico anestesista Gisella Lonati e la farmacista Elena Guidotti, che hanno collaborato ai contenuti del testo. “Sull’utilizzo della cannabis terapeutica per il trattamento del dolore, ma anche per tante altre patologie, l’Italia è rimasta ferma per troppo tempo dal punto di vista normativo”, ha detto Forattini.
“Oggi ci ritroviamo con una produzione insufficiente a coprire il fabbisogno e, soprattutto, nell’impossibilità di fatto per migliaia di pazienti di accedere alle cure pur avendone diritto. Colpa anche di lungaggini burocratiche e delle tante differenze tra i sistemi sanitari regionali”, ha proseguito la deputata del Pd.
(Adnkronos) – “L’obiettivo della legge di cui sono proponente – e che spero trovi la più ampia condivisione – è uniformare la materia su tutto il territorio nazionale e semplificare le procedure, sia per l’approvvigionamento che per la messa a disposizione dei pazienti”, ha chiarito Forattini.
Tra i punti più significativi del testo c’è, infatti, quello relativo alla programmazione del fabbisogno nazionale sulla base dei dati che dovranno fornire le Regioni in maniera puntuale. Si prevede, inoltre, che la produzione attualmente in carico unicamente allo stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze possa essere affiancata da enti e aziende autorizzate, da individuare con decreto del ministero della Salute, e che possano essere importati ulteriori chemiotipi di cannabis.
