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Berlinguer: Malpezzi, ‘patrimonio di tutto il Paese’

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Roma, 25 mag. (Adnkronos) – “Ricordo in modo nitido la folla straripante – quasi un milione e mezzo di persone – che partecipò al funerale di Enrico Berlinguer, di cui oggi celebriamo il centenario della nascita: una folla commossa e emozionata che esprimeva non solo ammirazione ma un vero e proprio amore. Il grido collettivo che evocava il suo nome indicava chiaramente che per molti, in quelle strade colme, si salutava l’amico e il compagno”. Così su Facebook la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi ricorda Enrico Berlinguer nel centenario della nascita.

“Di Berlinguer, Enzo Biagi disse semplicemente: ‘Sentivi che credeva in quello che diceva’; il suo tratto umano, ma anche l’intelligenza e il rigore lo resero un eroe popolare, ma anche l’artefice delle più grandi svolte compiute dalla sinistra italiana. Perché Berlinguer fu un innovatore e un riformista che trasformò la storia del Pci e del Paese. Lo ricordiamo, spesso, per i tratti del suo carattere: la generosità, la mitezza, il rigore morale e trascuriamo di sottolineare la forza del Berlinguer politico che trovò la sua massima espressione in tre fatti che hanno segnato la storia dell’Italia”.

“Il tentativo di compromesso storico con l’ avvicinamento tra Pci e Democrazia Cristiana dopo moltissimi anni di esclusione dei comunisti dal governo; la ‘questione morale’, che metteva l’accento sulla deriva dei partiti diventati strumenti di clientela e di potere; una politica estera, senza la quale la proposta del ‘compromesso storico’ non avrebbe avuto sufficiente forza e credibilità, e che assicurò al comunismo italiano una risonanza nel mondo mai avute in passato”.

“E la storia degli anni successivi -continua Malpezzi- ha dimostrato la lungimiranza di quelle scelte che hanno condotto a una lunga marcia che ha portato alla nascita di un nuovo partito che ha provato a tenere insieme due tradizioni e due storie, gli ex comunisti e i cattolici. Scelte che sono alla base del riformismo di oggi. Veltroni, nella prefazione alla biografia scritta da Peppino Fiori, scrive che nell’azione di Berlinguer ‘il solco restava quello di una continuità che poteva prevedere il rinnovamento ma non la cesura di tratti identitaria più profondi: era un innovatore che si muoveva nel suo tempo’”.

“Portò al massimo livello possibile il mutamento e l’apertura del Pci in quel tempo e nei recinti di quella identità. Berlinguer è parte della storia del Paese. Berlinguer è patrimonio di tutto il paese e dell’Italia democratica”.

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