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**Automotive: Nordio (Motus-E), ‘con transizione entro 2030 +6% posti lavoro’**

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Milano, 16 feb. (Adnkronos) – La trasformazione del settore auto, conseguente allo stop delle auto a benzina e diesel dal 2035 deciso dalla Ue, in Italia potrebbe generare un aumento del 6% dei posti di lavoro. Ne sono convinti gli esperti di Motus-E, la prima associazione italiana costituita su impulso dei principali operatori industriali, del mondo accademico e dell’associazionismo ambientale e d’opinione per favorire la transizione del settore nazionale dei trasporti verso l’adozione massiva di mezzi sostenibili, che sulla base di uno studio realizzato insieme al Cami, il Center for automotive and mobility innovation del dipartimento di management dell’università Ca’ Foscari di Venezia, hanno istituito un osservatorio sulle trasformazioni dell’ecosistema automotive e trarne soluzioni in grado di rilanciare le imprese italiane.

Partendo dall’idea che il tessuto produttivo italiano si trovi ormai di fronte a un bivio, gli esperti si sono chiesti se valga la pena puntare sulle nuove opportunità dell’elettrico o lasciarsi andare all’inevitabile ridimensionamento industriale e occupazionale. “La transizione è ormai un treno che è partito e non si ferma -spiega all’Adnkronos il presidente di Motus-E, Massimo Nordio-; bisogna scegliere se vogliamo stare sulla locomotiva o finire nel vagone di coda. Dobbiamo cercare di capire come viverla come un’opportunità, invece che come una minaccia” anche perché “la nostra eccellenza storica nell’auto e nella componentistica auto deve continuare anche nel nuovo mondo dell’auto, che arriverà dopo il 2035”.

“Per noi -avverte- si tratta di una occasione imperdibile, sempre che si adottino misure efficaci anche dal punto di vista della politica”. In ogni caso “siamo convinti che l’opportunità sia molto più ampia del rischio e che il momento è adesso; più tempo cerchiamo di rimandare, peggio è”.

Per realizzare il report, sono state mappate oltre 2.400 aziende italiane fornitrici di componenti a livello nazionale e internazionale, che danno lavoro a 280mila addetti. Dai dati raccolti è emerso che considerando le nuove sotto filiere della mobilità elettrica, i posti di lavoro del settore auto possono aumentare del 6% già entro il 2030, a cui sommare altri 7.000 nuovi occupati solo nel segmento infrastrutture ed energia al servizio della eMobility: “Il nostro report -sottolinea Nordio- non è una semplice fotografia del settore, ma un film che da un lato monitora gli effetti della trasformazione sul tessuto industriale italiano, dall’altro cerca di individuare le professionalità in via di estinzione e quelle che invece diventeranno sempre più richieste”.

L’osservatorio nasce “per creare uno strumento utile alle istituzioni, perché possano avere una base scientifica su cui programmare, e alle aziende, alle quali metteremo questo strumento a disposizione per supportarle nell’affrontare questa fase di transizione”. Questi risultati, poi, dovranno essere ulteriormente arricchiti di alcuni aspetti che attualmente non sono inclusi perché non esiste ancora una filiera italiana: “Si tratta di attività che nascono da zero, ma che -osserva- rappresentano un’ulteriore opportunità occupazionale che, in termini numerici, vale molto di più di tutte le posizioni che inevitabilmente andranno perse”. Per fare un esempio, “pensiamo alla produzione delle batterie: se riuscissimo a creare in Italia un sistema industriale di produzione di batterie per le automobili, si creerebbero già molti posti di lavoro; se poi riuscissimo anche a dare vita ad una rete di riciclo e recupero di queste batterie, che attualmente avviene all’estero, avremmo ancora più posti di lavoro”.

Ecco perché gli esperti di Motus-E hanno già inviato il report a tutti i ministeri interessati, primi fra tutti il ministero dell’Ambiente e quello delle Imprese e del Made in Italy: “Una copia del documento dovrebbe già essere sui tavoli dei ministri -avverte Nordio-. E comunque abbiamo pensato anche di programmare un’azione ‘porta a porta’ in modo di promuoverlo e andarlo personalmente ad illustrare. Noi siamo fiduciosi; il nostro auspicio è che venga seriamente preso in considerazione”.