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Auto: Unrae, apertura piattaforma incentivi ha limitato calo mercato

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Roma, 1 giu. – (Adnkronos) – Se il mese di maggio per il mercato automobilistico ha registrato un ‘modesto’ calo del 15,1% annuo, il merito sembra da ascrivere all’apertura, il 25 maggio, della piattafoma per la prenotazione degli incentivi. Lo sottolinea l’Unrae, l’associazione delle case estere, ricordando che “come era lecito attendersi, già nel primo giorno di apertura il fondo di 170 milioni a disposizione della fascia 61-135 g/Km di CO2 risultava dimezzato, e dopo 6 giorni residuano solo 34 milioni”.

Per quanto riguarda le altre categorie, ricorda l’Unrae, dei 209 milioni di euro destinati alla fascia di emissioni 0-20 g/Km ne sono stati prenotati circa 19 milioni, mentre per la fascia 21-60 g/Km le prenotazioni hanno raggiunto quota 10 milioni su 214 milioni assegnati. Le immatricolazioni di auto elettriche (BEV) a maggio rimangono però ancora stagnanti con una quota del 3,7%, mentre salgono al 6,1% le ibride plug-in (PHEV).

“L’impianto dei sostegni contiene ancora alcune debolezze che l’Unrae ha più volte indicato, a cominciare dalla richiesta avanzata dall’intero comparto di allungare da 180 a 300 giorni dalla firma del contratto il termine per usufruire dell’incentivo”, sottolinea il Presidente dell’Unrae Michele Crisci.

“Resta inoltre ancora irrisolto – aggiunge Crisci – il problema dell’esclusione dal beneficio delle persone giuridiche (aziende e società di noleggio), omissione che di fatto riduce l’apporto dell’automotive al percorso di decarbonizzazione del Paese”. Il Presidente dell’UNRAE ribadisce quindi la richiesta di elevare la percentuale di detraibilità dell’IVA per le auto aziendali in uso promiscuo sui motori a zero o a basse emissioni, per avvicinarsi almeno parzialmente alla vigente normativa europea: 100% per la fascia 0-20 g/Km, 80% per la fascia 21-60 g/Km, 50% per la fascia 61-135 g/Km.

Commentando infine i contenuti dell’allegato al DEF dedicato a infrastrutture, mobilità e logistica, presentato lo scorso 23 maggio, Crisci evidenzia “l’assenza, in un documento di ben 240 pagine, di qualsiasi accenno a un piano di sviluppo delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche, nonostante i continui auspici di tutti per una mobilità stradale a zero o bassissime emissioni”.

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