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Auto: Promotor, marzo ‘col botto’ grazie a ripresa catena approvvigionamento

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Roma, 3 apr. – (Adnkronos) – E’ stato un “marzo col botto’ per il mercato automobilistico italiano (+40,8%) risultato che “è dovuto a due fattori. Il primo è il confronto con un mese di marzo 2022 particolarmente depresso ; il secondo è costituito dal fatto che sta migliorando in maniera significativa la capacità delle case automobilistiche di fornire le auto richieste, capacità che era stata messa in crisi dalla carenza di microchip e altri componenti”. Lo scrive il Centro Studi Promotor commentando i dati sulle immatricolazioni appena diffusi. Tuttavia, si precisa, “proiettando il risultato dei primi tre mesi di quest’anno sull’intero 2023, tenendo conto della stagionalità delle vendite, si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.377.481”. Per il Csp “è evidente che se il miglioramento nella capacità delle case di far fronte alla domanda continuerà (e al momento non vi sono ragioni perché si interrompa) il risultato del 2023 potrà andare anche decisamente oltre. Si può però già escludere che nell’anno in corso ci sia il ritorno alla normalità, cioè a volumi di immatricolazioni dell’ordine dei due milioni di unità all’anno che sono il livello minimo necessario per garantire la regolare sostituzione delle auto più vecchie e contenere così anche l’impatto molto negativo che l’anzianità del nostro parco ha su sicurezza e inquinamento”.

Quello di marzo è un incremento che “fa certamente piacere – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – ma non si può dimenticare che per il mercato automobilistico italiano rimangono grandi problemi da risolvere. In primis quelli legati alla transizione energetica. La quota delle auto elettriche, infatti, in marzo è stata decisamente modesta, mentre negli altri principali paesi europei è ormai normale una quota a due cifre. E questo nonostante che siano disponibili 190 milioni per incentivi all’acquisto di auto elettriche, che, alla data di oggi, sono stati utilizzati solo per il 10,3%. Le ragioni di questo flop sono ben note e sono i lacci e i lacciuoli previsti per usufruire degli incentivi. Se non si vuole che, come è successo negli anni passati, anche lo stanziamento del 2023 resti ampiamente inutilizzato basta tagliare i lacci e i lacciuoli di cui si diceva”.

“L’inadeguato sostegno alla transizione energetica – continua – è solo uno dei problemi dell’auto. Nonostante il dato di marzo, molte restano le questioni da risolvere. E tra queste anche quella dei prezzi delle autovetture e di quelle elettriche in particolare. Nonostante gli aumenti dei listini e le forti riduzioni degli sconti abitualmente concessi ai clienti, il 44% dei concessionari prevede infatti ulteriori rincari” come emerge dall’inchiesta congiunturale sul mercato dell’automobile del Centro Studi Promotor condotta a fine marzo.