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Assicurazioni, AI e umanità: come si tengono insieme?

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(Adnkronos) – Cosa tiene insieme assicurazioni, intelligenza artificiale e umanità? E perché l'utilizzo dell'AI può aiutare il settore a fare un salto di qualità nella direzione che meno ha frequentato finora, quella della creatività? A queste domande, e a tante altre che derivano da queste, hanno provato a dare risposte concrete Gianluca Zanini, partner e membro del board di Excellence consulting, e Marco Burattino, Guidewire Software, nel libro ‘AI e la riscoperta dell’Umanità – Ecco come cambieranno le assicurazioni di domani’, presentato al Roma Polo Club insieme a un altro volume dedicato al settore, ‘Exit Strategy. Storia di una startup dall’idea al successo’ di Andrea Battista, Ad di Net Insurance.  Zanini è partito da una premessa. “L’assicurazione è un’industria che nasce da una caratteristica profondamente umana: la mutualità. Ovvero raccoglie i premi dai clienti per offrire aiuto alle persone che subiscono delle avversità. Cosa c’è di più umano che aiutare qualcuno in difficoltà? Peccato che le compagnie assicurative non hanno mai comunicato questo elemento profondamente emotivo: il mettersi insieme delle persone in caso di avversità. Ma proprio le emozioni sono i driver principali delle azioni, e quindi anche della scelta di acquisto. Le emozioni più forti sono quelle che nascono dalle relazioni fra esseri umani”. Fin qui, la risposta efficace rispetto al contributo che deve arrivare dall'umanità. La tecnologia, e l'intelligenza artificiale in particolare, creano una discontinuità che va prima compresa e poi colta nelle sue opportunità. “Il nostro libro parte dalla fotografia della realtà politica, economica e sociale attuale, per delineare quali sono gli elementi che determinano la velocità del cambiamento cui stiamo assistendo in tutti i campi, trainato da una profonda rivoluzione tecnologica”, racconta Burattino. Oggi, sostiene Zanini, l’avvento dell’intelligenza artificiale può essere paragonato al debutto, 20 anni fa, dell’iPhone. “Nell’ultimo Super Bowl, ChatGPT ha speso 14 mln di dollari per uno spot di 45 secondi, cosa che si può paragonare a quanto fatto nel 1984 da Apple con lo spot girato da Ridley Scott che presentava il Macintosh”. Ma cosa c'entra l’AI con la mutualità e le compagnie assicurative? Molto, nell'analisi di Zanini e Burattino, convinti che “gli esseri umani e le organizzazioni come le assicurazioni hanno una sorta di dittatore interno, che porta a seguire la via conosciuta semplicemente perché così si consuma meno energia. Dobbiamo immaginare l’AI come un esoscheletro per il cervello, in grado di potenziare la capacità di pensiero laterale, che è vitale per trovare nuove strade”. Ecco perché il passo successivo è quello di "trasformare l’industria assicurativa in una macchina dell’immaginazione”. Il concetto, ammette Zanini, “è provocatorio, dato che questa industria non è nota per la creatività, proprio per come è nata, per la sua storia. Ma la tecnologia può liberare il potenziale umano e reinventare i processi di sviluppo delle coperture assicurative”.   —[email protected] (Web Info)

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