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**Architettura: è morto Gottfried Bohm, archistar della ricostruzione della Germania**

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Berlino, 10 giu. – (Adnkronos) – L’architetto tedesco Gottfried Böhm, che con i suoi numerosi edifici – che comprendono circa 60 chiese, musei, teatri, centri culturali, uffici, abitazioni e una decina di municipi – ha modellato l’architettura della Germania dopo la seconda guerra mondiale, è morto a Colonia all’età di 101 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dal suo studio di architettura. Architetto espressionista agli inizi della carriera, Böhm è considerato il più influente progettista del post-Bauhaus: molti dei suoi edifici sono realizzati in calcestruzzo grezzo, a faccia vista, e successivamente ha aggiunto nuovi materiali come vetro ed acciaio. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il prestigioso Premio Pritzker nel 1986. Divenne famoso per spettacolari edifici ecclesiastici, disegnando chiese come montagne, e in seguito municipi come castelli, scatenando vivaci discussioni per i suoi arditi progetti.

Gottfried Böhm ha partecipato alla ricostruzione di Colonia con Rudolf Schwarz: del suo primo periodo di lavoro va ricordata la cappella realizzata con materiali di recupero sul luogo dell’antica chiesa di Santa Colomba distrutta dai bombardamenti; ha ricostruito la cappella aggiungendo all’atrio medievale una navata moderna a impianto esagonale, con struttura vetrata. Il tema progettuale della costruzione sulle rovine tornerà più volte in seguito nell’opera di Böhm: a Bad Godesberg (1956), a Bensberg (1962) e a Bad Kreuznach (1969).

Tra le sue opere, che tendono a una sintesi tra tecnologie avanzate ed esigenze formali con particolare attenzione all’inserimento ambientale figurano il santuario di Neviges (1962-68), il municipio di Bensberg (1962-69), il complesso residenziale per anziani a Düsseldorf-Garath (1962), il villaggio per fanciulli presso Bensberg (1963-64), il santuario di Wigratzbad (1972-76), la chiesa di St. Matthaeus a Düsseldorf (1968-70), la chiesa della Risurrezione a Melaten (1972), il municipio e il centro culturale di Bocholt (1973-79, in collab. con C. Wagner), il complesso residenziale a Saarbrücken (1977-82), l’edificio Züblin presso Stoccarda (1984), la Biblioteca comunale della città di Ulm (2004), l’Hans Otto Theatre a Potsdam (2006).

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