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Amazon, Brady: ‘I robot non sostituiscono le persone ma le liberano da mansioni ripetitive’

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Boston, 11 nov. – (Adnkronos) – (dall’inviata Silvia Mancinelli) – Robot sempre più efficienti, perfetti, capaci di riconoscere e selezionare i pacchi da imballare e spedire. Droni corrieri che trasformano in realtà il progetto futuristico di consegnare pacchi in meno di un’ora dall’ordine. E’ la sfida di Amazon che, attraverso il suo Chief Technologist Tye Brady, assicura all’Adnkronos: “Considero la robotica non come una guerra tra macchine e uomini ma come un rapporto collaborativo fondamentale per incrementare la produttività e, di conseguenza, i posti di lavoro”.

“La tecnologia di Sparrow permette di esonerare i dipendenti dalle mansioni troppo monotone, l’obiettivo nei prossimi anni è ridurre del 50% i movimenti ripetitivi – spiega dal centro di distribuzione di Boston – permettendo loro di svolgere attività di più alto livello. Un po’ come quando siamo a casa e ci serviamo di robot come la lavastoviglie o il tosaerba elettrico per usare il nostro tempo in altro modo, per fare cose che migliorano la nostra qualità di vita. La tecnologia ci aiuta e ci rende la vita più facile”.  

Ai giornalisti che gli prospettano un futuro robotizzato, con dipendenti in carne e ossa ormai inutili ed emarginati dal mondo del lavoro, Brady risponde: “Non sostituiamo gli operai, ma miglioriamo le loro capacità operative. Se gli uomini e le macchine lavorano insieme in maniera collaborativa hanno un valore aggiunto, gli uomini diventano più produttivi, c’è più crescita e si creano più figure lavorative. Le macchine fanno bene le cose ripetitive, gli uomini possono risolvere problemi e non saranno mai esclusi”.  

Parla anche di sicurezza Tye Brady: “Quando ci sono infortuni in fabbrica li analizziamo attentamente, ripercorrendo l’intero processo all’inverso per capire l’origine del problema e vedere se possiamo cercare di cambiare e migliorare la situazione. I nostri dipendenti sono persone, li consideriamo soldati in prima linea che lavorano con le macchine che abbiamo prodotto. Il nostro impegno va nella direzione di rendere il loro lavoro più facile”.  

“I posti di lavoro cambieranno, ci saranno funzioni completamente automatizzate, ma ci sarà sempre bisogno delle persone – assicura ancora – Con la pandemia, ad esempio, non avremmo potuto fare quello che abbiamo fatto come Amazon, creando nuovi posti di lavoro, continuando a consegnare ordini necessari alle persone senza i nostri dipendenti e la funzionalità dei nostri robot. Non si possono avere gli uni senza gli altri. E’ un po’ come quando uscì la tv – conclude – e gli attori temevano sarebbe stata la loro fine, non potendo più calcare il palcoscenico. In maniera categorica dico che ci saranno più posti di lavoro creati da questa tecnologia”.

“Ci sono tante mansioni che possono essere automatizzate, ma ci sarà sempre più bisogno di persone che supervisionano ed esseri umani che interagiscono. I posti di lavoro cambieranno e chi ora sta facendo operazioni ripetitive semplici sarà sempre necessario perché il cervello umano è incredibile e potrà essere utilizzato per lavori di un livello più alto”.