Alluvione Emilia Romagna, Meloni nelle zone colpite: “Il governo c’è”

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Hiroshima, 21 mag. 21 (Adnkronos) – Sopralluogo della premier Giorgia Meloni nelle frazioni più colpite dall’alluvione dell’Emilia Romagna nelle province di Forlì e Ravenna. La premier ha incontrato gli sfollati, oltre a visitare le aziende e le attività commerciali danneggiate.

“Il lavoro nostro è garantire risposte immediate. C’è un Consiglio di ministri convocato per martedì, c’è tutta la giornata di domani per ottimizzare i provvedimenti” ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il sopralluogo in Emilia Romagna. “È stata tragedia, ma noi dalle crisi possiamo sempre rinascere forti” aggiunge. “Non è il momento delle passerelle, sono commossa” ha detto Meloni scusandosi per la “suspense” provocata dal fatto che non si sapeva dove fosse durante il suo sopralluogo in Emilia Romagna.

“Ho trovato cittadini molto orgogliosi, che stavano al lavoro e dicevano ‘ci rimettiamo in piedi’. L’Italia in queste situazioni tira fuori il suo meglio. Non è il momento delle passerelle, mi sono anche commossa, però ho trovato tanta gente commossa di speranza. Ho parlato con il presidente Bonaccini, con i sindaci, con la Protezione civile per capire quali debbano essere le cose prioritarie”. “Voglio ringraziare il Prefetto, il viceministro Bignami, il ministro Salvini, il governo c’è, ci sono anche gli altri livelli istituzionali, c’è un livello di collaborazione che è molto prezioso in una situazione come questa. É stata una tragedia – ha detto ancora la premier -, ma noi dalle crisi possiamo sempre rinascere forti, può essere anche un’occasione di mostrare quanto l’Italia sappia essere concreta”.

“É difficile fare una previsione delle stime dei danni. So che i danni sono ingenti, è stata fatta una prima stima dei danni sulla viabilità, ma finché non siamo sicuri che la situazione si fermi diventa molto difficile. In ogni caso andranno mobilitate molte risorse e anche qui il governo è già al lavoro per capire quali possano e debbano essere le situazioni prioritarie da quali attingere i fondi. Nelle prossime ore chiaramente stanzieremo altre risorse che sono però per l’emergenza. Il Fondo europeo di solidarietà è uno dei fondi che possono essere utilizzati”. “I primi provvedimenti – ha spiegato la premier – servono a stanziare le risorse che servono per l’emergenza e servono a fare tutti i provvedimenti per esentare le aziende e i cittadini dal pagamento delle imposte, per rafforzare la burocrazia per quello che serve qui ma per fermare tutti gli adempimenti che le persone, le aziende non possono portare avanti. Dopo di che bisogna lavorare sugli indennizzi, sulla ricostruzione, ma questo richiede una stima completa e va fatto anche un lavoro che riguarda la semplificazione delle procedure”.

“Capire come facciamo a concentrare tutte le risorse di cui disponiamo in quelli che sono tantissimi livelli istituzionali e cercare di concentrale per spendere subito quello che possiamo spendere. Poi martedì – ha annunciato, infine, Meloni- incontreremo di nuovo il presidente Bonaccini e le varie rappresentanze economiche territoriali e anche da loro cercheremo di farci raccontare quali sono le cose più urgenti. Bisogna lavorare giorno per giorno ma ci siamo”. “Vengo dal G7 e indipendentemente dal G7, dove pure c’è stata grande disponibilità e grande solidarietà, sono molti i colleghi che mi hanno scritto in questi giorni per dire se serve qualcosa noi ci siamo, per cui nelle prossime ore cerchiamo di ottimizzare anche questa disponibilità”. “Noi abbiamo -ha rivendicato la premier- una Protezione civile straordinaria, al G7 la presidente del Fondo monetario internazionale davanti a una serie di leader ha detto l’Italia ha una delle Protezioni civili migliori del mondo se non la migliore del mondo”.

“Sul Pnrr ho sentito dire cose inesatte, ho sentito parlare di nove miliardi. Le risorse che il Pnrr destina a queste fattispecie viaggiano intorno ai due miliardi e mezzo, ma in alcuni casi sono già mobilitate su progetti esistenti e devono essere spese entro il 2026. Sono contenta che si parli del Pnrr perché evidentemente si è d’accordo sul fatto che in alcuni casi le risorse le devi spendere nel miglior modo possibile, anche ridiscutendo se necessario qualcosa che è meno urgente. Però credo che in questa fase occorra lavorare su altri fondi che riguardano anche l’Europa, in ogni caso le risorse che servono saranno individuate”.

Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, si sono incontrati nel primo pomeriggio a Forlì per un confronto sull’emergenza maltempo in Emilia-Romagna. Successivamente hanno visitato un’area colpita a Faenza. Dopo un sopralluogo in alcuni paesi del forlivese e del ravennate e un incontro con il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Forlì, la premier è ripartita da Ravenna.

“Il fatto che la presidente del Consiglio sia venuta qui, interrompendo la sua visita in Giappone, credo sia un fatto significativo e importante, per questo la ringraziamo. È venuta a toccare con mano i danni che ci sono al patrimonio pubblico e privato” ha detto all’Adnkronos il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini al termine dell’incontro in Prefettura, a Ravenna, con la premier. “Avremo bisogno di tante risorse, di adempimenti che blocchino mutui, imposte fiscali. Abbiamo bisogno di tutele per i lavoratori e le lavoratrici che perderanno il lavoro, mi auguro solo temporaneamente. Così come abbiamo bisogno di far sì che, come accadde per il terremoto 11 anni fa, arrivino i rimborsi per chi ha subito danni alle proprie abitazioni, al patrimonio privato, alle imprese. Veniamo da una esperienza che fu drammatica ma che ha visto ricostruire praticamente tutto – continua – ed erano 12miliardi di euro di danni. Martedì avrò un incontro a palazzo Chigi con tutte le parti sociali della Regione, col presidente del Consiglio e il governo stesso, dove metteremo in fila tutta una serie di richieste perché, se riparte l’Emilia Romagna, riparte anche buona parte del Paese”.

“Verrà anche il presidente della Repubblica nei prossimi giorni” ha anticipato il governatore dell’Emilia Romagna, auspicando che “il rapporto ottimale che si è instaurato” con il governo purtroppo alla luce di questa tragedia possa e debba proseguire”.

Anche domani prosegue l’allerta rossa. Questa mattina Bonaccini, insieme al sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, ha fatto un sopralluogo nella città romagnola nei giorni scorsi invasa dall’acqua. “Domani, lunedì 22 maggio, riprenderà l’attività didattica nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado (medie), compresi i nidi d’infanzia ed i servizi educativi 0-3 pubblici e privati presenti sul territorio comunale. Per la sola giornata di lunedì invece resteranno chiuse le scuole secondarie di secondo grado, pubbliche e private” ha detto il sindaco di Cesena Enzo Lattuca. “Chiediamo al governo di essere pronti a rispondere a tutti questi bisogni in tempi celeri, altrimenti questo sentimento positivo che nella tragedia si è sviluppato si trasformerà in rabbia” sottolinea il primo cittadino, specificando che “su questo saremo fermi e irremovibili”. “Il coraggio e la forza, la solidarietà di queste ore, lo spirito di tutti i cesenati, dei romagnoli e di chi è arrivato da tutta Italia per aiutarci, ci fa dire che non ci arrendiamo – aveva premesso il sindaco -. Necessita però anche di essere supportato, rafforzato e confermato dagli aiuti indispensabili per far sì che le famiglie e le persone che hanno perso la casa, o la propria impresa, non siano lasciate da sole”.

Il prefetto di Ravenna Castrese De Rosa ha lanciato un appello a tutti i cittadini affinché non si mettano alla guida alla volta delle zone interessate dagli eventi alluvionali dei giorni scorsi. “L’intasamento delle reti viarie – ha avvertito il prefetto – ostacola gravemente l’arrivo sui luoghi dei mezzi e del personale incaricati di procedere alla rimozione del fango e dei detriti dalle strade oltre che dei mezzi di soccorso alla popolazione”.

A Forlì, in corso Garibaldi, il fango ancora riempie le strade che sembrano quelle di un’altra città rispetto alle altre pulitissime a ridosso della vicina prefettura. Qui dove è atteso l’arrivo della premier Giorgia Meloni (VIDEO), un gruppo di volontari offre cibo a quanti ancora spalano, mettono in salvo uccellini in gabbia, svuotano cantine allagate. Siamo all’ingresso di una porta Schiavonia affollata di forze dell’ordine. “Ci han detto che la Meloni verrà a fare un giro qui – spiegano gli alluvionati all’Adnkronos – ma non vogliamo passerelle, chiediamo fatti”.

I vigili del Fuoco di Forlì-Cesena, dopo aver terminato le operazioni di soccorso alla popolazione rimasta isolata a causa dell’esondazione dei fiumi, proseguono le attività di prosciugamento e svuotamento di aree o locali allagati e le operazioni di ripristino e messa in sicurezza delle numerose frane che interessano il territorio, 127 quelle attive, molte delle quali isolano completamente frazioni e abitazioni dei comuni collinari/montani e hanno interrotto l’erogazione di acqua ed energia elettrica.

Sette le squadre Gos (Gruppo Operativo Speciale) in campo, specialisti di macchine movimento terra provenienti da tutta Italia, che stanno lavorando per aprire le strade e creare passaggi laddove non esistono più. Al lavoro attualmente su 12 interventi urgenti con 30 macchine movimento terra e mezzi pesanti per rimuovere la terra e il fango riaprendo secondo ordini di priorità strade statali, provinciali e comunali che consentano di raggiungere abitazioni/frazioni isolate ormai da giorni e di permettere l’accesso in sicurezza delle persone alle proprie abitazioni e la consegna di mangime e foraggio a numerosi allevamenti con animali.

Anche domani prosegue l’allerta rossa in Emilia Romagna per piene dei fiumi, frane e piene dei corsi minori. A rinnovarla la Protezione civile specificando “che il codice colore rosso sul bolognese e sulla Romagna è connesso alle gravi criticità idrogeologiche e idrauliche già presenti sul territorio e originate dagli eventi dei giorni scorsi”.

Nella giornata di lunedì 22 maggio, sono previste deboli piogge sparse localmente anche a carattere di rovescio sulle aree appenniniche durante le ore centrali della giornata. Non si prevedono – aggiunge la Protezione civile – significativi incrementi dei livelli idrometrici, tuttavia le residue piogge osservate e previste determineranno un rallentamento dell’esaurimento delle piene su tutti i corsi d’acqua della regione. Nelle zone montane-collinari centro-orientali della regione permangono condizioni di vulnerabilità con possibilità di frane nei versanti idrogeologicamente più fragili. In particolare nelle aree collinari della Romagna e dell’Appennino bolognese, persistono condizioni favorevoli allo sviluppo e all’evoluzione di frane già attivatesi nei giorni scorsi.

La fase critica del maltempo a Torino è superata. La conferma arriva dal Centro operativo comunale, attivo da ieri nelle attività di vigilanza e di monitoraggio delle condizioni meteo, Le precipitazioni sono cessate su tutto il territorio comunale ma Protezione Civile e Polizia municipale proseguono nel controllo del livello dei fiumi, dei ponti e delle zone più vicine ai corsi d’acqua, in modo particolare sul Po dove si attende la piena intorno alla mezzanotte. In nottata il livello dell’acqua dovrebbe progressivamente cominciare a decrescere. Restano, però chiusi i Murazzi e interdetti al transito i passaggi ciclopedonali in prossimità delle sponde.

(Dall’inviata Silvia Mancinelli)

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