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Alfasigma inaugura a Pomezia Labio 4.0, nuovo centro R&S

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Roma, 14 set. (Adnkronos Salute) – Con un investimento iniziale di oltre 17 milioni di euro per la messa a punto di 5.600 metri quadrati di nuovi laboratori dedicati alla tecnologia farmaceutica e alla chimica analitica, Alfasigma conferma il suo impegno in Ricerca e Sviluppo. L’inaugurazione di ‘Labio 4.0 Marino Golinelli’, questa mattina nello stabilimento del gruppo farmaceutico di Pomezia, si inserisce in una più ampia strategia aziendale di investimento progressivo in R&D, che permette ad Alfasigma, una delle prime cinque aziende farmaceutiche a capitale italiano, di distinguersi sia a livello nazionale che internazionale per innovazione e sviluppo tecnologico.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha così salutato il progetto in una lettera di augurio: “La decisione di investire nella ricerca e nell’innovazione tecnologica in Italia è quel che l’intero Paese chiede alle sue menti più innovative”.

“Il centro di ricerca e sviluppo di Pomezia, Labio 4.0, è stato intestato al nostro fondatore, Marino Golinelli – afferma l’ingegner Stefano Golinelli, presidente di Alfasigma – perché ci ha insegnato e ci insegna ancora oggi, a oltre 100 anni, ad avere fiducia nel futuro e nell’innovazione. Noi crediamo nella ricerca farmaceutica e in questa storia di successo tutta italiana: lo dimostriamo con il nostro investimento in R&D, ma anche con il potenziamento degli impianti produttivi e nell’acquisizione di nuove molecole e nuovi progetti”.

All’interno del centro polivalente sono presenti i laboratori di Sviluppo di formulazioni innovative, i laboratori di Chimica analitica e il nuovo Impianto pilota, cui si aggiungeranno i laboratori di Biotecnologie e Nanotecnologie. Proprio questo impianto rappresenta una delle peculiarità di Labio 4.0: è in grado di calibrare produzioni di lotti clinici-sperimentali per nuove specialità in forma orale (granulati, compresse rivestite e non, capsule, cronoidi/minitabs), operando su una scala intermedia tra il kilolab (la dimensione del laboratorio di sviluppo tecnologico) e la produzione semi-industriale. Non solo, attraverso il nuovo Impianto pilota, sarà possibile accelerare gli step intermedi tra la fase ideativa e quella realizzativa, cioè eseguire micro-produzioni con forme farmaceutiche innovative in Scale-Up (scalabilità da piccolo a grande) e in Scale-Down (scalabilità da grande a piccolo) sfruttando le potenzialità della scala intermedia. Obiettivo: ottimizzare i processi esistenti, caratterizzare al meglio quelli sviluppati nei laboratori tecnologici prima della fase di industrializzazione, con un conseguente impatto in termini di risorse e tempistiche.

Il dipartimento di Ricerca & Sviluppo dell’azienda impiega 138 ricercatori, di cui la maggioranza donne (86 ricercatrici e 52 ricercatori). Labio 4.0 ospita circa la metà di questi che sono distribuiti nei centri R&D di Pomezia e Bologna.

“Alfasigma ha recentemente iniziato l’aggiornamento della pipeline di ricerca per nuovi prodotti, sia massimizzando il know-how interno nell’area gastroenterologica sia privilegiando partnership selezionate per gli aspetti innovativi e di frontiera – sottolinea il direttore R&S, Emilio Merlo Pich – Per esempio, abbiamo in sviluppo alcuni progetti indirizzati al microbiota intestinale, un’area in cui Alfasigma è già presente con la rifaximina, e altri progetti innovativi basati sull’uso di prodotti biotech e nanotecnologici, con un forte interesse nell’area delle malattie rare gastroenteriche e neurologiche. Tali attività sono supportate da piattaforme di ricerca esternalizzate, come ad esempio il Microbioma Lab, recentemente creato da Alfasigma con l’Humanitas di Milano, o la star-up Novavido, realizzata con l’Istituto italiano di tecnologia”.

All’inaugurazione di Labio 4.0 erano presenti rappresentanti delle istituzioni, professionisti di fama internazionale e personalità di spicco in ambito economico e farmaceutico. Tra loro: Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria; Giovanni Tria, consigliere economico del Mise; Giuseppe Ippolito, neo direttore Ricerca del ministero della Salute; la deputata del Pd e già ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Nel corso di un dibattito sull’innovazione che si è tenuto nell’auditorium dello stabilimento produttivo, sono stati presentati gli ultimi numeri (fonte Farmindustria e Nomisma) relativi al comparto delle aziende farmaceutiche italiane e a quelle a capitale italiano medio/grandi: nel 2020 il valore della produzione del comparto farmaceutico italiano è cresciuto a 34 miliardi di euro e con una quota in crescita dell’1% nel computo del totale export (7%); le aziende a capitale italiano medio/grandi rappresentano un’eccellenza assoluta, fatturato mondiale pari a 12,5 miliardi; più del 70% dei ricavi è realizzato fuori dai confini nazionali, segnale forte e tangibile di una concreta strategia di internalizzazione delle imprese a capitale italiano; le aziende hanno incrementato l’occupazione più qualificata per rispondere alle sfide dei mercati globali (più del 60% degli occupati in Italia con laurea). Le aziende a capitale italiano hanno investito più di 1,2 miliardi in attività di R&D, con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente, ovvero più del 10% dei ricavi totali.

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