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Roma 11 mar. (Adnkronos) – “Trenta sono gli anni di pena che per la prima volta il Governo Meloni avrebbe introdotto nel nostro sistema per punire gli scafisti. Abd Arahman Abd Al-Monsiff, Tarek Jamaa Laamami, Alla Hamad Abdelkarim sono tre scafisti arrestati in Italia, condannati per strage che nell’estate del 2015 portò alla morte di 49 persone su un barchino alla deriva nel Mediterraneo. Sono in carcere da più di 7 anni, con 23 anni ancora da scontare. Se la matematica non è un’opinione 23 più 7 fa 30. Quindi: basta il caso dei tre scafisti libici, ricordato oggi da ‘Repubblica’, per smontare la bufala della premier Meloni annunciata due giorni fa a Cutro”. Lo scrive su Facebook Davide Faraone, deputato del Terzo polo.
“Già nel 2015 -aggiunge- gli scafisti si potevano condannare con pene fino a 30 anni. Soltanto l’anno scorso ne sono stati arrestati 300. I capi però, quelli che organizzano il traffico di esseri umani, sono tutti a piede libero, nonostante in molti casi se ne conosca pure l’identità. Questo perché le leggi internazionali non consentono alle nostre Forze dell’Ordine di operare fuori dall’Europa senza accordi transnazionali, che il nostro Paese non ha mai stretto. Di questo dovrebbe occuparsi Giorgia Meloni, non di scrivere decreti farlocchi”.
