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Scoperto nuovo combustibile che immagazzina l’energia solare termica in modo reversibile

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Fin dagli anni ’70 i chimici hanno lavorato allo stoccaggio di energia solare termica attraverso l’uso di molecole in grado di cambiare stato in risposta alla luce. Queste molecole erano viste come il combustibile ideale, scopri perchè

Siamo oggi nell’era delle batterie agli ioni di litio, più compatte delle precedenti e notevolmente più efficienti. Ma anche quest’epoca presto sarà storia. Alexie Kolpak e Jeffrey Grossman del Massachusetts Institute of Technology hanno proposto un nuovo tipo di “carburante” per solare termico, più affidabile, efficiente, ricaricabile e termicamente stabile delle batterie agli ioni di litio. La soluzione consiste nella combinazione tra molecole organiche foto attive e azobenzene, inseriti all’interno di nano tubi di carbonio. Quando le molecole foto attive assorbono la luce solare subiscono un cambiamento nella conformazione passando da uno stato energetico “basso” ad uno più “alto”. Queste molecole foto attive sono in grado di essere sottoposte a numerosi cicli di carica e scarica, ma alta e rapida è la perdita, la cosiddetta “scarica” di energia accumulata. Kolpak e Grossman hanno esaminato i modelli computazionali di azobenzene scoprendo che rende molto più stabile l’accumulo di energia all’interno dei nano tubi in carbonio.

L’energia volumetrica prodotta nelle sperimentazioni è di circa 690 watt-ora per litro; nel caso delle batterie agli ioni di litio si parla di un massimo di 600 watt-ora per litro. I due scienziati sono certi che una combinazione tra azobenzene ed altre molecole foto attive immesse all’interno dei nano tubi al carbonio, possa aumentare lo stoccaggio energetico e la sua durata nel tempo, a condizioni volumetriche inferiori. Questo significa accumulatori di calore più compatti e più efficienti. Ma parliamo ancora di un accumulo energetico sotto forma di calore che ha bisogno di essere convertito e subire ulteriori processi per trasformarsi in elettricità. Insomma il cammino è ancora lungo, ma certamente elettrizzante. (Vincenzo Nizza – fonte: http://arstechnica.com)

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