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L’Arabia Saudita punta sulle rinnovabili ma Greenpeace e’ scettica

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L’Arabia Saudita, tra le economie più fiorenti del Medio Oriente, eche sul mercato del petrolio fonda gran parte delle sue ricchezze, afferma di voler investire sull’energia rinnovabile tra lo scetticismo degli ambientalisti

L’Arabia Saudita, l’economia più fiorente del Medio Oriente, ed il paese con il più alto fabisogno energetico della regione, pur fondato la sua ricchezza sul mercato del petrolio, investirà in fonti energetiche rinnovabili ed a basso impatto.

Come riportato dal quotidiano inglese The Guardian, a dichiararlo sarebbe stato un membro influente della famiglia reale dell’Arabia Saudita: il principe Turki Al Faisal Al Saud., fondatore della King Faisal Foundation e portavoce dello Stato arabo, che l’ha espressa al Global Economic Symposium in Brasile.

L’Arabia Saudita attualmente si alimenta con energia prodotta quasi interamente dai combustibili fossili (i due terzi da petrolio e il resto da gas), mentre l’intenzione sarebbe quella di utilizzare combustibili fossili per produrre altri beni, piuttosto che produrre energia, la quale verrebbe invece ricavata al 100% da fonti rinnovabili e a basse emissioni di CO2.

Poco convinti della vera volontà dei reali dell’Arabia Saudita, alcuni osservatori piuttosto scettici hanno avanzato l’ipotesi che si tratti perlopiù di una operazione di facciata, un sorta di green washing mediatico nazionale.

Sebbene il principe abbia insistito che il suo Paese stia sviluppando consistenti investimenti nelle energie rinnovabili – ma anche verso l’energia nucleare e altre alternative ai combustibili fossili –, e che potrebbe dirottare le riserve di petrolio verso la produzione di beni (materie plastiche e polimeri), Joss Garman, direttore politico di Greenpeace, ha manifestato tutta la sua perplessità ricordando che «…l’Arabia Saudita sarà veramente un’economia verde quando lascerà i combustibili fossili nel sottosuolo».

Sta di fatto che Mecca, la citta’ piu’ sacra per l’Islam e meta di milioni di pellegrini musulmani all’anno, a gennaio selezionera’ gli appaltatori per la realizzazione e la gestione di un impianto che produrra’ 385 gigawatts di elettricita’, compresi 100 megawatt di energia solare.

Il progetto non e’ inedito, ma la scala si’: l’Arabia Saudita ha gia’ lanciato un altro impianto ad ottobre del 2011 nell’isola di Farsan, attualmente capace di produrre 500KW di energia pulita con la potenzialita’ di espansione fino a 6-8 MW.

(VG)

 

Arabia Saudita, greenpeace, petrolio, rinnovabili

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