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L’Australia punta sul carbone. E sull’inquinamento

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Decisione controcorrente: l’Australia punta alla realizzazione della più grande miniera di carbone del Paese. Che effetti sulla barriera corallina?

 

Una decisione controcorrente e anti-ambientalista. Mentre i big del mondo si incontreranno a Parigi per trovare soluzioni e obiettivi importanti per abbattere le emissioni e frenare i cambiamenti climatici, l’Australia inaugura la sua più grande miniera di carbone, la Carmichael. Per farci un’idea dell’impatto che avrà, basti pensare che inquinerà molto di più di metropoli come Tokyo e New York, e anche di più di interi Stati come l’Austria o la Malesia. E così, come denuncia uno studio del think tank The Australia Institute, le emissioni della miniera annulleranno gli impegni del Paese per il clima.

La miniera a carbone sorgerà nello stato del Queensland e produrrà 79 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Ad investire e credere nel progetto è l’indiana Adani che metterà a disposizione oltre 16 miliardi di dollari australiani. La miniera sarà davvero grande(solo la cava misurerà 40 km di lunghezza per 10 km di larghezza) e consentirà di estrarre un massimo di 60 milioni di tonnellate di carbone termico all’anno.

 

E mentre gli ambientalisti si sono già opposti alla realizzazione del progetto, non ci rimane che chiederci quali effetti negativi la realizzazione di questa nuova miniera avrà sulla barriera corallina al largo del Queensland.

gc

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ambiente, australia, carbone

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