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Il Governo alla prova delle rinnovabili, tra incognite e proteste

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Sta facendo molto discutere in queste ore il taglio (eventuale) al sistema di incentivi delle rinnovabili in Italia. Il Governo vuole rivedere il modello di incentivo, le associazioni di categorie protestano e gli obiettivi del protocollo di Kyoto si allontanano sempre più

Il Governo ed il ministro Paolo Romani sono alle prese in queste ore con il decreto che rivede le regole per lo sviluppo ed il sostegno delle fonti rinnovabili in Italia. in ballo non ci sono solo gli aiuti al settore e la tenuta dell’indotto, ma al centro delle contestazioni vi sono anche il raggiungimento degli obiettivi europei per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che dovrebbe arrivare al 2020 al 20 %. Obiettivi ambiziosi hanno chiosato molti operatori, ma con uno sforzo maggiore il risultato potrebbe essere centrato. Sforzo però che agli occhi dei tecnici del Ministero guidato da Romani equivale ad un peso in bolletta sostanzioso, per sostenere eolico e fotovoltaico in testa. Oggi, infatti, gli aiuti ai produttori di energia verde ricadono sulle bollette dei cittadini con un peso chiaramente crescente che il ministro Romani ha più volte dichiarato di voler interrompere. Nel prossimo Consiglio dei Ministri dunque il decreto dovrebbe approdare con la sforbiciata voluta dal Ministro, ma le associazioni di categoria del settore stanno facendo sentire la propria voce sostenendo che con l’approvazione del nuovo decreto il rischio di uno stop allo sviluppo dell’energia verde diventa una certezza e agli obiettivi di Kyoto al 2020 (poco più di 12.000 MW, mentre oggi siamo a poco meno della metà) si allontanano ulteriormente. (ltf)

 

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