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Gas e luce: le aziende fanno pagare ai consumatori la Robin Hood tax

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Molte aziende di luce e gas fanno pagare la Robin Hood tax ai cittadini, violando il divieto di traslazione dell’addizionale Ires sui prezzi al consumo. La denuncia dell’Autorita’ per l’Energia

Nel 2008 è stata introdotta in campo energetico la Robin Hood Tax, un’imposta che venne definitiva ‘etica’ e conveniente per i consumatori perché avrebbe dovuto colpire gli extra profitti di alcune tipologie di imprese per utilizzare il gettito fiscale aggiuntivo a beneficio della collettività. La tassa venne poi modificata ulteriormente in piena crisi finanziaria nel 2011, dall’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti, che decise di introdurre un aumento, a carico delle societa’ energetiche, di 4 punti percentuali di IRES (l’imposta sul reddito delle società, un’imposta diretta che viene applicata sui redditi conseguiti dalle società di capitali, tra cui Srl e Spa, per fare qualche esempio), facendo passare l’addizionale Ires dal 6,5 al 10,5%.

Chi aveva introdotto la tassa aveva intenzione di togliere ai ricchi, ovvero alle società energetiche, per dare ai poveri, ovvero ai cittadini consumatori: da qui il nome di Robin Hood, il famoso eroe popolare inglese che, nella versione moderna della leggenda, ruba ai ricchi per dare ai poveri.

Ma la Robin Hood tax ha veramente fatto questo? Ha veramente tolto alle grandi società dell’energia a favore dei consumatori? No. Già ai tempi, Ecoseven.net aveva dei dubbi sulla riuscita dell’imposta e aveva il timore che, in realtà, l’introduzione della Robin Hood Tax mettesse a repentaglio investimenti già programmati e che le imprese, di conseguenza, scaricassero i loro costi aggiuntivi sugli utenti. Le paure, purtroppo, sono state confermate: la Robin Hood tax non ha agevolato i consumatori, ma li ha  costretti a diversi aumenti. A darne conferma è un rapporto dell’Autorità per l’Energia, liquidato alla fine di Gennaio e destinato al Parlamento, dal quale emerge che molte imprese energetiche che pagano la Robin Hood tax sembrano poi scaricarla sui consumatori, non rispettando ‘il divieto di traslazione dell’addizionale Ires sui prezzi al consumo’.

In particolare, l’Autorità per l’Energia ha segnalato 199 casi sospetti (su un totale di 476), relativi al 2010,  in cui la tassa pesa nelle bollette dei consumatori, per un conto di circa 1,6 miliardi di euro riversati sui consumatori, come incremento dei margini ‘dovuti all’effetto prezzo e tali da costituire una possibile violazione del divieto di traslazione’. 

(gc)

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