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Decreto rinnovabili, le associazioni sul piede di guerra si appellano a Napolitano

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Le associazioni delle energie rinnovabili sono sul piede di guerra, non escludono di ricorrere in sede europea e nel frattempo scrivono al Capo dello Stato Napolitano perchè non firmi il decreto che il Governo ha approvato.

La battaglia sulle rinnovabili è appena all’inizio. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che di fatto aumenta l’incertezza del settore, rimandando al termine ultimo del prossimo 31 maggio (e quindi anticipando di due anni) la scadenza del sistema degli incentivi sul solare fotovoltaico. Tutto ciò si tradurrà in uno stato di incertezza che paralizzerà il settore. Per questo le associazioni delle energie rinnovabili (Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Gifi) muovono un appello affinche’ il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non firmi il decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri sulle rinnovabili, che mette a rischio 30.000 posti di lavoro nell’unico settore che, durante la crisi internazionale, e’ cresciuto e ha creato occupazione.
Gli associati contestano ufficialmente i profili di incostituzionalita’ presenti nel decreto di recepimento della direttiva europea 28/2009. Secondo le associazioni, che rappresentano oltre 650 imprese, esistono "diversi elementi di incostituzionalita’". Saranno percorse, assicurano, "tutte le strade guiridiche ed istituzionali per sensibilizzare sul tema i soggetti decisori. Non si escludono pertanto azioni legali direttamente presso le istituzioni europee".

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