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Decreto rinnovabili. continua il braccio di ferro Governo-associazioni

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Oggi al teatro Quirino più di duemila persone per sostenere le rinnovabili che escono con le ossa rotte dopo il Decreto del Governo. Le cifre stimano circa 100 mila addetti del comparto fotovoltaico che vedono in pericolo il proprio posto di lavoro

Sta davvero diventando un braccio di ferro tra il ministro Romani e le aziende e le associazioni di categoria del settore delle rinnovabili. Le associazioni del settore delle rinnovabili fanno sentire la loro voce a una settimana dall’approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei ministri. Sono in piu’ di duemila al Teatro Quirino a Roma: oltre mille all’interno e altrettanti all’esterno. Oggetto del contendere sono ancora i tagli, contenuti nell’ultimo decreto approvato dal Governo pochi giorni fa, al comparto del fotovoltaico, che manderebbero in fumo numerosi posti di lavoro (le cifre stimano da 50 mila a 150 mila) e diverse piccole aziende nate sull’onda degli incentivi al settore. Dal governo intanto il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo manda a dire che ci sara’ un nuovo quadro di incentivi per le rinnovabili e quindi gli investimenti per il settore andranno avanti, ma è ancora troppo poco per un settore che coinvolge diversi comparti, tra cui anche gli istituti di credito che starebbero limitando gli affidamenti ai numerosi piccoli imprenditori del fotovoltaico. Ma anche nel governo non mancano le voci critiche al decreto e alla gestione che ne stanno facendo il ministro Romani e la collega Prestigiacomo. il sottosegretario Miccichè con la sua forza politica Forza Sud ha fatto intendere che il destino del governo passa anche attraverso la revisione degli incentivi al fotovoltaico. Romani intanto ha convocato per martedì prossimo una riunione con i principali rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel comparto dell’energia rinnovabile, dei gestori di rete e delle associazioni dei consumatori.(ltf)

 

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crisi, fotovoltaico, rinnovabili, romani, solare

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