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Quando l’ecologia “bolle in pentola”

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È inutile fare attenzione a quello che si mangia, quando si hanno pentole che danneggiano ambiente e salute. Ecco qualche dritta per “buttare la pasta” senza far male a nessuno!

Mangiare bene, in modo sano e sostenibile non è solo questione di scelta del cibo, della sua qualità e della sua provenienza: anche il nostro modo di cucinare può influire, e avere un alto o basso impatto ambientale. Pentole, padelle, coperchi: spesso sottovalutiamo il problema, ma sono i materiali che li compongono a fare la differenza. Il coccio, il rame e la terracotta sono materiali ecocompatibili, ma dobbiamo sempre assicurarci, prima dell’acquisto, che non siano rivestiti sostanze tossiche e nocive per la salute: spesso si tratta di smalti e vernici, che a contatto con le temperature elevate, e quindi con il fuoco, rilasciano negli alimenti dei metalli quali, ad esempio, cadmio, uranio, arsenico e selenio. Nel caso in cui non si abbia la certezza sulla “sostenibilità” dell’acquisto, è meglio orientarsi su ceramiche certificate come ecologiche, nella cui composizione rientrano sostanze alcaline naturali, come il calcio, il bario, il boro, il sodio e il potassio. Al loro interno, non essendo rivestite da sostanze dannose per la salute, i cibi non assorbiranno nulla di nocivo. Altro materiale del tutto naturale è la “pietra ollare”, una pietra refrattaria che resiste bene alle alte temperature e ha la peculiarità di passare direttamente dalla fiamma alla tavola, senza risentire degli sbalzi termici: in essa la cottura avviene in modo del tutto naturale, economico, quindi con fiamma bassa e per poco tempo, e sano (ovvero, senza rilasciare sostanze all’interno dei cibi). La sua origine è secolare, basti pensare che già secoli fa veniva usata in Castiglia, regione della Spagna, in cui ancora attualmente si estrae la materia prima, si lavora, si depura e si modella a seconda delle esigenze commerciali.

(Fla.Do)

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cucina, dieta, pentole, salute

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