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Speciale Xylella Fastidiosa. Grave danno per il Salento

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Approfondiamo insieme il tema Xylella, la malattia che ha colpito gli alberi del Salento

 

Salento in ginocchio per il problema Xylella. La malattia che ha colpito gli ulivi rappresenta una vera e propria calamità: il piano messo a punto dal commissario straordinario del governo Giuseppe Silletti, prevede tra le varie misure anche l’eradicazione delle piante malate. Un danno enorme per il Salento: l’ulivo è, in Puglia, simbolo di identità culturale e, anche, importante risorsa economica. Non trascuriamo, poi, il danno ambientale: l’eradicazione di alberi comporterebbe una riduzione del polmone verde della zona, con conseguenze anche a livello di atmosfera e Co2.

Abbiamo deciso di affrontare l’argomento attraverso le parole di chi sta vivendo il dramma direttamente. Di seguito le interviste a Domenico Bianco, agricoltore e Presidente del Consiglio dell’unione dei Comuni e Presidente del Consiglio del Comune di Surbo (paese colpito dal batterio Xylella) e al Sindaco di Surbo, Fabio Vincenti. Proviamo insieme a capire di cosa si tratta, quali sono le conseguenze del batterio Xylella e quali danni potrebbe provocare l’eradicazione degli ulivi.

 

Intervista a Domenico Bianco.

 

Che cos’è la Xylella?

La Xylella è un batterio patogeno che attacca vari tipi di coltura: dagli agrumi al pesco e, come in questo caso, gli ulivi. In quanto batterio, dobbiamo precisare che si trasmette attraverso un vettore, la Philaenus spumarius, nota come sputacchina per la Xylella. Non è quindi, tengo a precisare, un virus che si trasmette per via aerea. Questa è, nella sfortuna, la nostra fortuna: la malattia si trasmette tramite vettore e se presa in tempo può essere, a mio parere, ridimensionata e curata.

 

Quali sono le conseguenze per gli ulivi?

La Xylella attacca a partire dalla cima e pian piano ottura i vasi conduttori della clorofilla, facendo essiccare la pianta. Il problema per gli ulivi è che la Xylella va a complicare altre malattie già presenti, come i funghi.

La Xylella che ha colpito gli ulivi del Salento è della subspecie pauca, considerata specie da quarantena, ed è arrivata in Italia attraverso le piante ornamentali della Costa Rica.

La California convive con la Xylella da ormai tantissimi anni, ma quello che succederà qui in Italia è difficile prevederlo.

 

Quali sono i prossimi passi?

Certo è che c’è un piano del Commissario Silletti che ha suddiviso le zone di azione in 4 settori. Surbo è nella parte in cui si dovrebbe intervenire con l’eradicazione. Noi in quanto amministratori comunali non possiamo esimerci dal mettere in pratica quello che deciderà il commissario. Ci sono comunque dei ricorsi già avviati da alcuni movimenti e alcuni proprietari terrieri al Tar di Lecce: questo rallenterà le decisioni, ma il tempo è essenziale. Spero solo che tra qualche anno non ci siano più movimenti che olivi.

Un consiglio mi sento di dare: è bene che chi possiede un trullo bonificato o una piccola casa in campagna elimini le piante ornamentali che possono essere portatori della malattia.

Quello che tengo a precisare, a fine dell’intervista, è che l’olio della Puglia rimane di qualità nonostante la malattia. La Xylella, infatti, porta la pianta ad essiccarsi e a non produrre frutto. Non è possibile che l’olio sia prodotto con olive di alberi malati.

 

Di seguito l’intervista a Fabio Vincenti:

 

 

gc

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