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Dissesto idrogeologico: di chi sono quelle quattro dita?

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In questi giorni il dissesto idrogeologico sta sbriciolando il territorio italiano. Ma di chi sono quelle quattro dita?

 

Si fa presto a dare la colpa alla pioggia, al maltempo e ai cambiamenti climatici, che oramai portano sul nostro territorio fenomeni atmosferici imprevedibili e, talvolta, mai visti prima. Si fa presto a dare la colpa ai tombini otturati e poco puliti. Si sa, si fa sempre presto a puntare il dito.

Ma, qualcuno mi diceva, quando facciamo il gesto di puntare il dito contro qualcuno, ricordiamo che, in quel pugno chiuso ci sono ben quattro dita rivolte contro di noi. Ogni volta che sto per puntare il dito me ne ricordo e ogni volta, per quelle quattro dita, mi chiedo cosa abbia sbagliato perché quella cosa sia andata così. E  in tema di dissesto idrogeologico, permettetemi, abbiamo sbagliato tutti: quelle quattro dita sono quelle di ognuno di noi.

Bella la casetta in  montagna vero? Un panorama su tutta la cittadina sottostante e una veduta sul verde che ci circonda, fanno sembrare questa la soluzione abitativa ideale. Che importa degli alberi che tagliamo? che importa dell’equilibrio della montagna che andiamo a mutare? Che importa. E quando ci rendiamo conto che importa, è troppo tardi.

Il problema del dissesto idrogeologico, saranno anche le piogge forti di questi giorni, ma se noi non avessimo costruito dove abbiamo costruito, se la fame di territorio avesse un limite, se quel Sindaco non avesse approvato quel piano regolatore ( o quel condono),  ora, con molta probabilità, le frane sarebbero di meno, le colline e le montagne non si sbriciolerebbero con qualche goccia di acqua in più. Se avessimo rispettato la natura e i corsi d’acqua, se avessimo lasciato loro lo spazio necessario, non avremmo paura di un fiume in piena.

Il territorio italiano è malato e ne siamo consapevoli. Non possiamo, da ora in poi, far finta di nulla e non sarebbe nemmeno giusto punirci o passare il tempo a darci le colpe. La proposta di Ecoseven.net è quella di utilizzare quelle quattro dita per proteggere l’ambiente, per prenderci cura della natura che ci circonda, come se fosse un figlio. Curiamola. Ricordiamoci di questo quando scegliamo una casa, quando vogliamo approvare un piano per l’edilizia, quando strappiamo alla Terra i suoi alberi e, anche, quando scegliamo un’auto o un elettrodomestico. Basta scegliere un’auto ecologica, per esempio, per abbassare le nostre emissioni e fare, nel proprio piccolo, qualcosa contro i cambiamenti climatici.

 

Ricordati: ‘Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo’, (Mahatma Gandhi).

 

Giusy Caretto

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