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Bisonte italiano prova a ripopolare la specie

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Da 14 a 300: è questo l’ambizioso obiettivo Europeo. Si intende ripopolare la specie dei bisonti

 

I bisonti dell’area dei Carpazi sono scomparsi da oltre 2 secoli, ma ora si prova a ripopolare la specie. E la buona notizia è che tra i 14 bisonti europei che da sabato saranno reintrodotti in natura in quell’are ci sarà anche un esemplare di origine italiana: Ulisse ed è stato donato al progetto dal Parco Natura Viva. La mandria abiterà i Monti Tarcu, nei Carpazi meridionali in Romania.

In realtà, al progetto dovevano partecipare ben 17 bisonti, ma solo solo 14 sono riusciti a superare il primo anno nella grande area di acclimatazione. Tra quelli che non ce l’hanno fatta anche Enea, fratello di Ulisse. Il maschio e la femmina dominanti della mandria sono stati dotati di un radiocollare GPS, che invierà il segnale ogni due ore e permetterà ai ricercatori del Parco Natura Viva, della Fondazione Rewilding Europe e del WWF Romania di monitorare spostamenti e salute degli individui. Una delle femmine è gravida e per lei la speranza è che sappia nutrire e proteggere a sufficienza il proprio piccolo. Si spera che in un futuro non troppo lontano, i bisonti liberi in quell’area possano raggiungere i 300 esemplari.

‘Stiamo tentando di salvare dall’estinzione il più grande mammifero terrestre europeo. La misura dell’emergenza è comprensibile dai dati: in natura vivono più rinoceronti neri che bisonti europei, ridotti ormai a 3.230 esemplari’, spiega in una nota Frans Schepers, managing director di Rewilding Europe.

 

gc

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