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Una particella di antimateria colpisce l’Antartide

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Si tratta di una particella di antimateria molto energetica che ha colpito l’Antartide nel 2016

Come raccontato da Futurism, un rilevatore di particelle ha confermato che nel 2016 una singola particella ultraleggera di antimateria, la più energetica mai vista, ha colpito il ghiaccio antartico con l’energia (relativamente) tonante di 6.300 zanzare in volo.

La collisione è avvenuta nel 2016, ma i ricercatori hanno confermato i dettagli dell’evento solo recentemente, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature.

Quello che è successo è che un antineutrino, ovvero la controparte di antimateria delle particelle sottili e difficili da rilevare note come neutrini, si è scontrato con un elettrone da qualche parte nel ghiaccio dell’Antartide alla velocità della luce.

Quella collisione ha creato una pioggia di particelle rilevate dal remotissimo IceCube Neutrino Observatory, una struttura responsabile di gran parte dell’importante ricerca sui neutrini ad alta energia dell’ultimo decennio.

La pioggia di queste particelle ha provato l’esistenza di un evento teorizzato nel 1960 ma mai visto prima, noto come “risonanza di Glashow” – proprio dal nome del ricercatore che lo predisse.

La teoria di Stephen Glashow, che si basava sulle regole fondamentali del modello standard di fisica delle particelle, diceva che quando un antineutrino di energia sufficientemente alta si fosse scontrato con un elettrone, avrebbe prodotto una particella pesante e di breve durata nota come un bosone W.

Per questo, rilevare la risonanza di Glashow è una potente conferma del modello standard che richiede al neutrino di trasportare molta più energia di quanto qualsiasi acceleratore di particelle del 1960 o del 2021 possa produrre: 6,3 petaelettronvolt (PeV) – uno sciame di 6.300 zanzare, appunto.

Data l’enorme energia richiesta, nessuno sperava di individuare la risonanza di Glashow utilizzando solo strumenti umani.

Ma l’osservatorio è riuscito a cogliere la pioggia di particelle che i ricercatori ora dicono provenisse da un bosone W in decomposizione, che è una particella fondamentale che insieme al bosone Z si ritiene sia responsabile della forza debole. E questo è il segno rivelatore di un antineutrino 6,3-PeV e della risonanza di Glashow.

I ricercatori non sono ancora sicuri di quale acceleratore cosmico abbia prodotto il mostruoso granello di antimateria, ma hanno detto che più eventi riusciranno a studiare, più potranno perfezionare i loro modelli.

 

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