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«ShowMeYourD»

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Una ricercatrice chiede online foto di peni per testare la capacità di un’intelligenza artificiale di riconoscerli e provare a rendere la rete più sicura

La gestione della sessualità online è molto controversa: la maglia della rete è abbastanza larga da far passare molte foto di nudi non richiesti, da far fiorire il revenge porn e da permettere varie modalità di molestie sessuali. Per questo è molto interessante il tentativo di una ricercatrice, che ha lanciato un account Twitter che si chiama «ShowMeYourD» (ovvero: «Mostrami il tuo Pene»), che aveva dietro una semplice richiesta: avere un’immagine consensuale dell’organo maschile di volontari, da poter usare in maniera esclusivamente legale, ovvero per la scienza. L’obiettivo è quello di usare le foto di molti peni per testare un algoritmo in grado di filtrare automaticamente queste immagini e rendere la maglia della rete un poco più stretta. 

Si chiama Kelsey Bressler la ricercatrice dietro a questo progetto ed è una sviluppatrice e attivista, che si batte da tempo contro le molestie su internet – precedentemente era nel gruppo anti-revenge porn Badass.
Ha spiegato che il suo obiettivo è quello di ispirare Twitter e altre piattaforme a dare agli utenti il potere di controllare quali tipi di contenuti stanno ricevendo. Dopo aver creato questo profilo Twitter, Bressler è stata sommersa di foto che ha usato per addestrare il filtro, allargando sempre di più la libreria di foto di peni esistenti, in modo da assicurarsi che nient’altro scivoli attraverso le maglie della rete.

E a quanto pare l’esperimento sta funzionando, visto che Bressler ha twittato diverse ore dopo, per dire che fino a quel momento solo un pene, tra i molti che erano stati inviati, era riuscito a passare indenne attraverso il nuovo filtro – ma solo perché era parzialmente oscurato.

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