Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

Una stampante 3D per curare le nostre ferite

Condividi questo articolo:

In caso di lacerazione, la nostra pelle potrebbe essere guarita in pochi minuti grazie a questa stampante portatile

Gli scienziati della University of Toronto hanno creato una stampante 3D per la pelle che sembra venire direttamente dal futuro, come se fossimo in un film di fantascienza. Il dispositivo, secondo l’università, «forma il tessuto in situ, depositandolo e posizionandolo sul posto, entro due minuti o meno».

Quello che fa la stampante è dispensare una specie di nastro bianco che però non è affatto un rotolo, ma un «inchiostro» composto da biomateriali a base di proteine come il collagene e la fibrina che corrono lungo i lembi del tessuto in strisce verticali. Il collagene è la proteina più abbondantemente presente nel derma e la fibrina, un’altra proteina, serve ad aiutare la guarigione della ferita.

La maniera in cui la stampante è stata progettata permette, ovviamente, di adattare ai pazienti tessuti specifici, anche a seconda delle caratteristiche delle loro ferite.

Quello che è davvero molto interessante, inoltre, è che, a differenza delle altre bio-stampanti 3D di oggi, che sono molto ingombranti, costose e lente, questa stampante portatile è grande quasi quanto una scatola da scarpe e pesa meno di un chilogrammo. L’università ha dichiarato che «richiede anche istruzioni minime da parte dell’operatore ed elimina le fasi di lavaggio e di incubazione richieste da molte bio-stampanti tradizionali».

Il lavoro del team non è ancora terminato e i ricercatori mirano ad aggiungere ancora più funzionalità alla stampante, mentre intanto stanno pianificando ulteriori studi in vivo.

La ricerca che racconta questa innovazione è stata pubblicata dalla rivista «Lab on a Chip».

 

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 24 volte.

ferite, Stampa 3D, stampante, stampante 3d, suture

I commenti sono chiusi.