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Smartphone poco etici?

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Dal paese africano proviene l’80% del coltan, prezioso materiale usato per la realizzazione degli smartphone. La marcia di John Mpaliza ci ricorda però che il prezzo in vite umane per lo sfruttamento della risorse congolesi è altissimo

 

In pochi sanno cosa sia il coltan e a cosa serve. Eppure è uno dei materiali più utilizzati per la realizzazione dei nostri amatissimi smartphone. Il coltan (colombo-tantalite) è in realtà una miscela di minerali da cui si estraggono il tantalio e il niobio, si presenta come una sabbia nera e fine è molto usato nell’industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei, poiché aumenta la potenza degli apparecchi riducendone il consumo di energia. Il problema è che il coltan è radioattivo e l’80% di questo materiale viene estratto in Congo, dove non esistono misure di tutela e protezione dei lavoratori. Così le persone impiegate nell’estrazione, spesso giovani e bambini, lavorano a mani nude, senza maschere e non c’è traccia nel paese di una normativa nè di controlli. Bastano pochi anni di lavoro a stretto contatto con il coltan per sviluppare malattie del sistema linfatico.

Il Congo è in realtà ricchissimo di risorse minerali, oro e diamanti, ma la sua popolazione è fra le più povere del mondo. Purtroppo di queste situazioni si continua a parlare troppo poco e, a parte la campagna “Niente sangue sul mio gsm” lanciata qualche anno fa da 16 organismi non governativi in Belgio per chiedere una commissione d’inchiesta parlamentare sul coinvolgimento delle società belghe nel saccheggio delle ricchezze del Congo, la comunità internazionale continua ad ignorare il problema. Forse troppo alti gli interessi in gioco di chi si arricchisce da questa situazione: gli Stati vicini che armano gruppi “ribelli” che di fatto occupano il territorio e ne sfruttano le risorse ma anche gli interessi occidentali che grazie a questa situazione riescono a ottenere risorse preziose a buon mercato. Ora John Mpaliza Balagizi ingegnere congolese da anni residente in Italia, ha deciso di girare l’Europa raccontando i drammi del suo Paese d’origine e chiedere con forza una legge internazionale sulla tracciabilità del coltan. Una legge del genere porterebbe ad un certificato di tracciabilità, che darebbe ai consumatori la possibilità, finalmente, di poter boicottare i prodotti fuori legge. Per sostenerlo questa è la sua pagina facebook: https://it-it.facebook.com/peacewalkingman

AS

Congo, congolesi, risorse congolesi, Smartphone

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