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L’elettronica 100% riciclabile

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Presto dall’Università di Pisa un progetto di ricerca per realizzare tecnologie con un foglio di carta e una stampante a getto d’inchiostro

Un giorno, per fabbricare dispositivi elettronici alla portata di tutti, potrebbero bastare un foglio di carta e una stampante a getto di inchiostro. Ad affermarlo, Gianluca Fiori, docente di Elettronica al dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa, responsabile di un progetto di ricerca finanziato dall’Europa con un ERC Consolidator Grant, che si svolgerà nei prossimi cinque anni.

Questo potrebbe aprire la porta alla realizzazione di qualcosa che un tempo sarebbe appartenuto solo a film di fantascienza: sistemi “personalizzati”, ad esempio telefonini o radio, a basso impatto ambientale, facilmente smaltibili e riciclabili.

Alla base, uno studio condotto in collaborazione con l’Università di Manchester, sulle applicazioni di materiali bidimensionali, come il grafene, per la costruzione di circuiti elettronici contenuti in computer e smartphone.

“Grazie alla collaborazione con l’Università di Manchester, insignita del premio Nobel 2010 per le ricerche sul grafene – spiega Fiori – possediamo degli inchiostri ricavati da questo materiale del tutto simili agli inchiostri delle nostre stampanti, ma con proprietà elettroniche eccellenti. Questa tecnologia può aprire la porta a innumerevoli applicazioni, che vanno da etichette intelligenti per l’industria 4.0 a dispositivi biomedicali per l’analisi dei segnali biometrici, a metodi smart anti contraffazione, giusto per citarne alcune”.

La ricerca è stata presentata a Pisa, in occasione della conferenza internazionale dedicata al Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione (6 aprile 2018) che dal 2021 subentrerà a Horizon 2020, dedicata al ruolo della ricerca di base per lo sviluppo delle società e delle economie dei Paesi europei.

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