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COVID19: cosa fare se abbiamo avuto contatti a rischio

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Cosa succede a chi ha avuto contatti con soggetti positivi o è venuto da zone fortemente a rischio?

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Cosa succede a chi ha avuto contatti con soggetti positivi o è venuto da zone fortemente a rischio?

Vediamo insieme cosa succede e come muoversi se da meno di 14 giorni si è venuti a contatto con soggetti potenzialmente positivi o si proviene da zone a rischio:

  • Si deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta. Le modalità di trasmissione dei dati ai servizi di sanità pubblica sono definite dalle regioni con apposito provvedimento, che indica i riferimenti dei nominativi e dei contatti dei medici di sanità pubblica; ove contattati tramite il numero unico dell’emergenza 112 o il numero verde appositamente istituito dalla propria regione, gli operatori delle centrali comunicano generalità  e recapiti  per  la  trasmissione  ai  servizi  di   sanità pubblica territorialmente competenti.

 

  • L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:

 

  1. contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;
  2. accertano l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi;
  3. informano la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli  eventuali  conviventi  in  caso  di comparsa di sintomi;
  4. informane la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera).

In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:

  • avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di Sanita’ Pubblica;
  • indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della procedura sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
  • rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa  del  trasferimento  in ospedale, ove necessario.

L’operatore  di  sanità  pubblica  provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle  condizioni  di  salute,  la persona in sorveglianza.

 

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