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Chernobyl

Chernobyl: i danni passano dai genitori ai figli?

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La risposta da un nuovo studio

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Science, dimostra che il danno al DNA causato dalle radiazioni generate dal disastro nucleare di Chernobyl non viene trasmesso attraverso le generazioni.

Non c’è alcun danno aggiuntivo al DNA nei bambini nati da genitori che sono stati esposti alle radiazioni dall’esplosione di Chernobyl prima di essere concepiti.

Come spiega BBC, si tratta del primo studio per lo screening dei geni dei bambini i cui genitori sono stati arruolati per aiutare a ripulire la zona altamente contaminata intorno alla centrale nucleare.

I partecipanti, tutti concepiti dopo il disastro e nati tra il 1987 e il 2002, sono stati sottoposti a screening dell’intero genoma.

Lo studio, condotto dalla professoressa Meredith Yeager dell’US National Cancer Institute (NCI), nel Maryland, si è concentrato, oltre che su di loro, anche sui figli degli sfollati della città abbandonata di Pripyat e su altri insediamenti nella zona di 70 km intorno ad essa.

Sono state reclutate intere famiglie per poter confrontare il DNA di madri, padri e figli, in modo da occuparsi di bambini che non erano nel grembo materno durante l’incidente, ma nati dopo:.

Si tratta di eventuali mutazioni che si chiamano mutazioni de novo, ovvero insorte per la prima volta in un embrione.

“Ci sono circa 50-100 di queste mutazioni ogni generazione e sono casuali”, ha spiegato il dott. Chanock, secondo BBC. “In un certo senso, sono i mattoni dell’evoluzione. Questo è il modo in cui i nuovi cambiamenti vengono introdotti in una popolazione una nascita alla volta“.

Grazie a questo studio, gli scienziati hanno definitivamente dimostrato che l’effetto delle radiazioni sul corpo di un genitore non ha alcun impatto sui bambini che concepiranno in futuro.

 

 

 

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