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Cellule staminali efficaci contro le malattie della vista

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Un recente studio pubblicato sulla rivista Lancet ha dimostrato l’efficacia delle cellule staminali nella cura delle malattie della vista

Le cellule staminali sarebbero efficaci se utilizzate per curare le malattie della vista. E’ quanto emerge da un recente studio pubblicato sulla rivista ‘Lancet’ e firmata da Robert Lanza, direttore dell’Advanced Cell Technology (Usa).

La ricerca avrebbe dimostrato per la prima volta che il trapianto di cellule staminali embrionali umane è sicuro e può dare buoni risultati a lungo temine nella ‘riparazione’ di alcune forme degenerative dell’occhio.

Le cellule staminali, in sostanza, sono cellule il cui destino non è stato ancora ‘deciso’. Nelle fasi iniziali dello sviluppo umano, le staminali, sono infatti situate nell’embrione e nel feto (da cui vengono attualmente estratte a scopo scientifico e medico) ed il loro compito peculiare è quello di creare altri tipi di cellule utili all’organismo: cellule cerebrali, ossee, cardiache, muscolari, epidermiche etc. 

Le cellule staminali sono quindi le ‘matrici’ (o fornitrici) di tutte le nuove cellule di cui ha bisogno l’organismo. Si tratta ovviamente di ‘matrici’ continuamente nel nostro corpo (anche dopo lo sviluppo embrionale), le cui funzioni possono suddividersi in: creazione di altre cellule staminali oppure generazione di cellule ‘funzionali’ all’organismo.

In virtù delle nuove scoperte scientifiche sulle staminali, i ricercatori dell’Advanced Cell Technology hanno quindi utilizzato queste cellule per riparare la retina malata di pazienti la cui vista era gravemente compromessa.

Dopo aver coinvolto 18 pazienti (giovani con distrofia retinica di Stargardt e anziani con forme di degenerazione maculare), lo studio ha dimostrato come la metà dei pazienti a tre anni dall’intervento, abbia riacquistato un visione parziale degli occhi, senza alcun effetto collaterale. Gli esperti hanno infatti trasformato le staminali dell’embrione in cellule retiniche e le hanno successivamente iniettate in differenti dosi (da 50mila, 100mila e 150 mila) in un solo occhio (quello più malato) di ciascun paziente. Il risultato finale ha reso evidente una tolleranza, fino a 36 mesi dopo il trapianto, delle cellule iniettiate.

(ml)

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