29% della popolazione mondiale presenta carenza di iodio

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Nel mondo, circa il 29% della popolazione e’ esposta a carenza di iodio. In Italia il 12% della popolazione è affetta da gozzo

 

 

 

Il 29% circa della popolazione mondiale è esposta alla carenza di iodio. Una percentuale troppo alta per essere nel 2014. A dirlo è un rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI), il cui coordinamento è stato affidato all’Istituto Superiore di Sanità, che sostiene anche che nel Bel Paese il 12% della popolazione è affetta da gozzo (malattia alla tiroide).

‘Le conseguenze della carenza nutrizionale di iodio costituiscono ancora oggi un grave problema sanitario e sociale. Le dimensioni epidemiologiche delle conseguenze della iodo-carenza sono giustificate dal fatto che gli effetti negativi di questa carenza nutrizionale si possono verificare in tutte le fasi della vita. Lo iodio, infatti, è il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, i quali svolgono un ruolo determinante nelle fasi dello sviluppo e dell’accrescimento, come pure nel mantenimento dell’equilibrio metabolico dell’organismo adulto. Pertanto, la carenza iodica si traduce in quadri morbosi le cui manifestazioni variano in funzione del periodo della vita interessato da questo deficit, anche se gravidanza e infanzia rappresentano le fasi in cui gli effetti possono essere più gravi. Questo perché gli ormoni tiroidei sono indispensabili per un adeguato sviluppo del sistema nervoso centrale che inizia durante la vita fetale e continua fino ai primi anni di vita’, si legge sul sito dell’Istitito Superiore di Sanità.

 

 

Ma quali sono i livelli minimi di assunzione? Secondo i nuovi Livelli di Assunzione Raccomandati di nutrienti (LARN) 2012 il fabbisogno giornaliero di iodio nell’adulto è di 150 ?g, nel bambino e nell’adolescente è tra i 90 e i 120 ?g, mentre il fabbisogno aumenta fino a 220 ?g al giorno in gravidanza e fino a 290 ?g durante l’allattamento; in questi ultimi due casi una sua eventuale carenza aumenta il rischio di aborto nella donna e i deficit cognitivi nel bambino.

gc

 

 

 

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