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Tra Toscana ed Emilia il Campionato mondiale del fungo

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Il Campionato mondiale del Fungo si e’ svolto nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra competizione e rispetto dell’ambiente

 

Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano ha colto l’occasione per lanciare una serie di iniziative capaci di svelare la bellezza dei boschi che contraddistinguono questo posto. Un Parco che protegge alcune tra le vette più affascinanti dell’Appennino, tra il mare e la pianura padana, ricco di biodiversità e, al tempo stesso, di importanti siti storici e culturali.

Tra le iniziative ha avuto un grande successo il Campionato mondiale del fungo, un’occasione per mettere in risalto questo prodotto del territorio, alla base dell’economia legata al turismo e alla cultura enogastronomica di questo parco.

Un campionato che si è svolto con tutti i crismi del caso, con un regolamento, con molte decine di partecipanti giunti a Cerreto Laghi da diverse regioni italiane: un campionato che, soprattutto, è servito a dimostrare che un parco può svolgere con intelligenza la promozione del territorio, coinvolgendo gli operatori turistici e offrendo la possibilità di un soggiorno non usuale.

Una competizione non basata esclusivamente sulla quantità di funghi raccolti ma anche sul rispetto dell’ambiente, creando un premio “combinata appenninica” che ha contraddistinto coloro che oltre ai funghi hanno trovato e raccolto la maggior quantità di rifiuti abbandonati nel bosco.

L’animatore dell’iniziativa è un personaggio che, di per sé, evoca la particolarità e l’anima di questi luoghi: Fra Ranaldo che, nelle settimane precedenti ha dialogato attraverso un Blog con gli appassionati, attratti dall’idea di cimentarsi in una raccolta mondiale! E’ stato trovato, tra l’altro un porcino di otto etti, ma è solo una delle scoperte meravigliose della due giorni di Cerreto Laghi.

Una due giorni dedicata ai boschi, ai funghi e alla conservazione della Natura perché il Parco Nazionale è impegnato nel promuovere la qualità del territorio, uno scrigno unico che racchiude quantità incredibili di produzioni tipiche certificate, frutto del lavoro di agricoltori e allevatori che continuano a tenere in vita tradizioni millenarie.

È per questo motivo che il Parco ha iniziato l’iter per candidare il territorio come Patrimonio mondiale dell’UNESCO, all’interno della rete MAB, Man and Biosphere: un’opportunità per mettere in risalto e tutelare in modo più efficace l’unicità di questa area, dove la presenza dell’uomo ha raggiunto importanti livelli di simbiosi con il paesaggio, favorendo la produzione di qualità di prodotti come il Parmigiano reggiano o di aree pregiate come la Garfagnana e la Lunigiana. Un riconoscimento internazionale capace di dare più forza all’azione del parco e dei Comuni coinvolti.

Il campionato si è concluso con la premiazione e con le foto di rito, rinnovando l’invito a partecipare alla prossima edizione, con la certezza di ritrovarsi in un parco dove i lupi hanno il loro habitat e i boschi continuano a essere frequentati da Fra Ranaldo, i Briganti del Cerreto e i suoi amici fungaioli. (andrea ferraretto)

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