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Fabbricare carta senza chimica

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È possibile una carta non inquinante, basta sfruttare la natura. Creerebbe anche lavoro, come spiega Gunter Pauli

Tutto parte dagli studi della simbiosi tra termiti e batteri quando metabolizzano il legno. Lui è Steven Chu e ha vinto il premio Nobel per la fisica nel 1997, oltre ad essere stato il Segretario all’energia dell’amministrazione Obama dal 2009 al 2003.

Come spiega Gunter Pauli nel suo libro ‘Blue Economy‘, a questo premio nobel si devono le basi di quelle tecniche che consentono di fabbricare carta senza utilizzare sostanze chimiche.

Il processo attualmente utilizzato prevede purtroppo che il cippato di legno venga immerso in un acido in modo da bruciare chimicamente qualunque cosa non sia di cellulosa. E lo scarto di questa lavorazione, detto ‘liquore nero’ viene incenerito.

Utilizzando i metodi perfezionati dalle termiti, da alcuni funghi e dai batteri, si riuscirebbe a produrre un ciclo di riutilizzo dell’anidride carbonica che andrebbe a ridurre i cambiamenti climatici. Come spiega Gunter Pauli ‘questa tecnica potrebbe favorire la produzione di carta su piccola scala, generando un numero considerevole di nuovi occupati specialmente in Cina e in India, paesi in cui la domanda di carta sta crescendo rapidamente e in cui l’automazione ha fatto perdere parecchi posti di lavoro’.

Un’altra idea per rendere la produzione di carta più ecologica: utilizzare come materiali grezzi il bambù e la paglia. Il problema ambientale c’è: la Cina ha chiuso 10.000 cartiere nel tentativo di ridurre l’inquinamento causato dalle fabbriche.

a.po

 

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blue economy, carta, chimica, gunter Pauli

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