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Se la cena bio riaccende la passione

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Uno studio americano mette in relazione plastificanti ftalati e calo del desiderio sessuale

Ostriche? Fragole? Peperoncino? Acqua passata.
Per riaccendere la passione è il momento di passare alla versione bio della cena al lume di candela. Il motivo? Tenersi lontani dai plastificanti ftalati, nuovi nemici della passione.

Sono presenti in molti prodotti per la casa, dalle tendine per la doccia ai tappetini in PVC, ma possono finire anche nella catena alimentare. Servono in pratica a rendere la plastica più morbida, ma sulla donne hanno l’effetto opposto: compromettono la loro voglia di tenerezza.

Troviamo oggetti contenenti ftalati in tutta la catena alimentare: sia nella fase del raccolto, che del  trasporto che del packaging. Per questo è difficile individuare in che punto intervenire: i materiali incriminati hanno svariati usi. Gli ftalati sono sotto osservazione da tempo e secondo studi recenti dell‘American Society For Reproductive Medicine avrebbero proprio un effetto negativo sulla libido delle donne poiché spezzerebbero la trasmissione dei segnali ormonali. 

Secondo la ricerca, è due volte e mezzo più probabile che una donna con alto livello di ftalati provi un calo del desiderio. 

Quindi, più i cibi sono processati dall’industria alimentare, più è probabile che contengano tracce di questa sostanza. E facciamo attenzione al packaging: cerchiamo di spogliare anche i cibi da ogni inutile orpello.

a.po

 

American Society For Reproductive Medicine, desiderio sessuale, Ftalati, ricerca

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