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Nuovi motivi per smettere di fumare

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I mozziconi di sigaretta sono in cima alla classifiche come tipo di rifiuto che inquina e influiscono anche sulla crescita delle piante

Quando ci concentriamo nella nostra lotta contro la plastica, gli oggetti non riciclabili, le cannucce, le buste e quant’altro, dimentichiamo spesso di prendercela con il primo inquinatore al mondo: i mozziconi di sigaretta.

Il pezzo di sigaretta che rimane quando abbiamo finito di fumare, infatti, è in cima alle classifiche per quanto riguarda gli articoli che generano la maggior quantità di rifiuti.
Forse ci facciamo meno caso perché sono di piccole dimensioni, ma di fatto due sigarette su tre vengono semplicemente gettate a terra anziché smaltite correttamente. Ciò raggiunge fino a 4,5 trilioni (un trilione è un miliardo di miliardi) di mozziconi di sigarette ogni anno che si accumulano in parchi, città e oceani. In Europa ci sono casi di città virtuose, come Parigi, che hanno dichiarato guerra ai fumatori che gettano le cicche per strada.

Una nuova ricerca arriva a dirci, però, che i mozziconi non sono solo antiestetici e inquinanti: stanno anche incidendo negativamente sulla vita delle piante. Lo studio, pubblicato su Ecotoxicology and Environmental Safety ha confrontato le piante coltivate in terreni contenenti mozziconi di sigaretta con un gruppo di piante di controllo coltivate senza la presenza dei mozziconi e ha riscontrato una differenza significativa: le prime, infatti, avevano germogli più brevi del 25%, con una biomassa radicale più piccola del 60%.

Anche se sono biodegradabili, le sigarette possono richiedere anni per decomporsi e, mentre questi anni passano, i mozziconi abbandonati, che sono pieni di sostanze chimiche che tutti sanno essere tossiche e cancerogene, inquinano la vita del pianeta e delle piante.

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