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San Paolo. Lo smog uccide più dell’Aids e del cancro al seno (sommati)

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Nella megalopoli brasiliana la concentrazione di polveri sottili è più del doppio della soglia limite, e si muore di smog

 

Nella megalopoli di São Paulo, in Brasile, che ospita 20 milioni di persone ed ha un sistema di trasporto pubblico poco efficente, avere a che fare con il traffico stradale è parte integrante della vita di tutti i giorni per i pendolari. Con circa 7 milioni di veicoli che già intasano le vie della città, e con circa un migliaio di veicoli che si aggiunge ogni giorno, non è sorprendente che San Paolo offra un esempio inquietante di quanto la cultura della mobilità basata solo sull’automobile possa essere mortale.

Sebbene la mortalità per incidenti stradali sia piuttosto alta, è nulla in confronto alle vittime che le automobili di San Paolo stanno mietendo in un altro modo: inquinando.

Secondo uno studio commissionato dall’Istituto di Sanità e sostenibilità, 4.655 persone sono morte a causa di inquinamento dell’aria a San Paolo nel 2011. In quello stesso periodo di tempo, gli incidenti stradali hanno provocato 1.556 morti. Lo studio sottolinea anche che l’inquinamento ha provocato più del doppio dei decessi causati dall’Aids (874) e dal cancro al seno (1.277) sommati.

A San Paolo, in media, ogni metro cubo d’aria contiene da 20 a 25 microgrammi di polveri sottili, oltre il doppio di quanto è considerato sicuro dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Attraverso l’intero stato di San Paolo, l’inquinamento atmosferico è stato citato come responsabile per la morte a causa di malattie respiratorie di quasi 100.000 persone nel periodo 2006-2011. E visto che circa 1000 veicoli al giorno si aggiungono al numero di quelli in circolazione nella sola città di San Paolo, e sono sempre di più le persone che hanno necessità di spostarsi nei centri urbani densamenti abitati, quel numero “monstre” sembra destinato a crescere ancora.

 

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