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Restauro ecologico: dall’Enea la biopulitura con i batteri

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Le opere d’arte e le nuove tecniche di restauro ecologiche sono stati i principali argomenti trattati durante la conferenza di ieri presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma

Salvaguardare i beni culturali con tecniche di restauro ecologiche. E’ questo, in sintesi, il messaggio più importante che l’ENEA ha lanciato per la tutela del nostro patrimonio artistico, presentando ieri, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, le sue ultime ricerche nel campo del biorestauro dei beni culturali.

Le opere d’arte e il loro deterioramento sono stati quindi gli argomenti principali da cui è partita la conferenza ‘Batteri, biodeterioramento e biorestauro: nuove sfide’. L’ENEA, per l’occasione, ha illustrato le nuove frontiere della microbiologia nel settore dei beni culturali e la creazione di un mercato del biorestauro. Per biorestauro intendiamo, ovviamente, una particolare tecnica sviluppata e brevettata da un team di ricercatori italiani nel campo della conservazione e del recupero dei beni culturali, dove alcuni batteri vengono impiegati come agenti di ‘biopulitura’, con un procedimento innovativo e rispettoso dell’ambiente.

Per restaurare le opere d’arte nel rispetto dell’ambiente, l’ENEA ha quindi fatto il punto, durante la conferenza, sulle ricerche condotte dal suo gruppo di Microbiologia Ambientale e Biotecnologie Microbiche, dove sono state sviluppate delle procedure di ‘biopulitura’ basate proprio sull’uso di particolari batteri. Si tratta, nello specifico, di microrganismi appositamente selezionati per la pulitura di diversi materiali, quali carta, marmi, dipinti murali, e per la rimozione di diverse tipologie di depositi quali colle, caseina, cere e resine, gesso, carbonati, apatiti, inquinanti ambientali e depositi misti.

Salvaguardare i beni culturali e conservare le opere d’arte attraverso la sostituzione dei prodotti tossici di ‘pulizia’ con nuove tecniche più naturali, economiche, innocue per la salute degli operatori e compatibili con l’ambiente, è uno degli obiettivi dell’ENEA che, in questo settore, intende esplorare con le sue ricerche tutte le possibilità offerte nell’ambito della microbiologia. Fra le attività condotte dall’ENEA proprio nell’ambito del biorestauro, va segnalata, tra l’altro, la biopulitura di depositi da dipinti murali delle logge di Casina Farnese, nel sito archeologico del Colle Palatino a Roma, che ha poi portato a sviluppare un brevetto dell’Agenzia Nazionale.

(Matteo Ludovisi)

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ambiente, Batteri, beni, beni culturali, culturali, opere, restauro

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