Quanto e’ pericoloso essere malati di traffico

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Un traffico ‘malato’, ore e ore bloccati in auto, oppure fermi alla fermata del bus a respirare le esalazioni dei gas di scarico delle auto che ci passano davanti nell’attesa: questa esposizione allo smog potrebbe avere un impatto immediato sulla salute

Un traffico ’malato’, ore e ore bloccati in auto, oppure fermi alla fermata del bus a respirare le esalazioni dei gas di scarico delle auto che ci passano davanti nell’attesa: questa esposizione allo smog potrebbe avere un impatto immediato sulla salute, accelerando il verificarsi di un infarto che cova in un soggetto a rischio. Infatti una ricerca pubblicata sul British Medical Journal mostra che entro le prime sei ore dall’esposizione allo smog il rischio infarto e’ piu’ alto, e si registra un picco di casi.

La ricerca, condotta da Krishnan Bhaskaran della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ’’ancora una volta lega problemi cardiovascolari e rischio infarto all’inquinamento da traffico’’, commenta il direttore Legambiente Alberto Fiorillo.

Lo smog colpisce i soggetti piu’ deboli, gia’ di per se’ a rischio cardiovascolare e respiratorio, quindi non stupisce che la ricerca evidenzi un aumento dei casi di infarto nelle sei ore seguenti l’esposizione a smog.

Sono ormai numerosi gli studi che legano l’inquinamento atmosferico a problemi di salute. Per esempio una ricerca pubblicata sulla rivista Lancet mostra che aria inquinata e esposizione al traffico favoriscono attacchi cardiaci con un forte aumento di rischio a livello di popolazione. Un’altra ricerca condotta presso l’Universita’ di Dusiburg-Essen in Germania svelava che ll traffico urbano alza la pressione, infatti individui che vivono in aree urbane hanno la pressione del sangue piu’ alta di coloro che vivono in zone meno inquinate.

Dati OMS dicono che solo nelle citta’ della pianura padana il numero di morti da smog potrebbe superare i 7000 l’anno. Inoltre sempre per l’OMS ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato. L’impatto dello smog sulla salute si traduce in morti premature, malattie croniche e acute, diminuzione dell’aspettativa di vita e della capacita’ produttiva, migliaia di ricoveri ospedalieri.

Il nuovo studio ha voluto vedere gli effetti dell’inquinamento in un ristretto lasso di tempo. Gli esperti hanno incrociato le tempistiche degli infarti registrati tra 2003 e 2006 (79.288 casi) con i dati di inquinamento (livelli di particolato PM10, ozono, monossido di carbonio, ossidi di azoto e altre sostanze) disponibili nell’archivio britannico National Air Quality Archive. Gli effetti dell’inquinamento sono stati studiati entro intervalli di tempo di 1-6, 7-12, 13-18, 19-24, 25-72 ore dall’esposizione.

E’ emerso che il rischio infarto aumenta nelle sei ore successive all’esposizione. Quindi in qualche modo l’inquinamento facilita l’infarto; potrebbe essere che l’aria inquinata anticipi nel tempo l’attacco cardiaco, insomma che dia il via a un infarto che comunque e’ destinato a verificarsi in seguito, infatti gli esperti hanno visto che i casi di infarto tendono a ridursi trascorse sei ore dall’esposizione.

Cio’ non esclude, comunque, che lo smog abbia anche un impatto sul risultato netto, cioe’ sul numero complessivo di infarti, aumentando questo numero tout court oltre che anticipando nel tempo gli eventi, sottolineano gli scienziati GB.

’’E’ provato che lo smog uccide, solo nelle grandi citta’ italiane ci sono circa 9000 morti attribuiti alle polveri sottili e all’ozono’’, spiega Fiorillo, si tratta di decessi precoci che potevano essere evitati in assenza di condizioni di inquinamento atmosferico, che quindi in un certo senso accelera il decorso di malattie cardiache e respiratorie.

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