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Picco di mortalità in Italia nel 2015. Ecco le cause

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Il 2015 è stato un anno record per i lutti

Lo scorso anno è stato record di mortalità nel nostro paese, il livello più alto dal dopoguerra.

Nel 2015 sono morte 653mila persone, un incremento del 9% rispetto all’anno precedente. Significa 54mila persone in più passate a miglior vita.

L’aumento di decessi, secondo l’Istat, si è concentrato nelle fasce d’età avanzate, quindi tra i 75 e i 95 anni. Secondo l’Istat, questo fenomeno è dovuto a:

  • effetti strutturali connessi all’invecchiamento
  • posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014

I mesi ‘killer’ sono stati quelli estivi, durante i quali si è raggiunto il picco percentuale sull’anno precedente: + 20,3% a luglio e +13,3% ad agosto.

Spiega l’Istat: ‘Benché a oggi manchino alcuni elementi cognitivi per avvalorare le ragioni autentiche alla base del repentino aumento di mortalità del 2015 come ad esempio i dati sulle cause di morte i primi dati provvisori classificati per età permettono di ragionare almeno su alcune ipotesi. In primo luogo, il picco di mortalità del 2015 porta con sé significativi effetti strutturali, come l’analisi per età dimostrerebbe, vista la particolare concentrazione dell’incremento di mortalità nelle classi di età molto anziane. In secondo luogo, è accertato che il picco del 2015 rappresenti una risposta proporzionata e contraria alle diminuzioni di mortalità riscontrate nel 2013 e nel 2014 (effetto rimbalzo). Le persone coinvolte dagli eventi, infatti, sono state quelle fisicamente più fragili, per le quali il rischio di mortalità accelera velocemente su base istantanea. Particolarmente interessante a questo riguardo è l’analogia con altri paesi come la Gran Bretagna o come la Francia dove, come per l’Italia, si è osservato un incremento della mortalità nel 2015’.

Una buona notizia: nel mondo invece si è ridotta la mortalità infantile.

 

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2015, Istat, mortalità

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