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Papa Giovanni Paolo II, un Papa e un uomo che amava la natura

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Giovanni Paolo II di cui ricorre oggi il settimo anniversario della morte fu un un Papa innamorato della natura e dell’ambiente, riportiamo alcuni suoe riflessioni scritte in montagna 

2 Aprile 2005 – 2 Aprile 2012. Sono passati 7 anni dalla morte di Giovanni Paolo II, ma ancora il suo ricordo è vivo in noi. E così allo scattare della mezzanotte del 2 Aprile le pagine dei social network si riempiono di pensieri rivolti a Papa Woytila, al Papa che ha toccato i cuori di tutti, non perché Papa e guida della Chiesa, ma perché uomo di eccezionale carisma, uomo di buono e leale.

Ma Giovanni Paolo II è stato anche uomo e Papa che amava la natura e il contatto con l’ambiente. La passione di Giovanni Paolo II per la natura e l’ambiente rappresenta uno di quei temi portanti del suo pontificato. Ecoseven.net oggi lo vuole ricordare riproponendo alcune sue frasi sulla natura e sull’ambiente, tratte dai diari dei viaggi in Cadore e Val Visende.

Giovanni Paolo II il 12 luglio 1987 in Val Visende così rifletteva: “Davanti a questo panorama di prati, di boschi, di torrenti, di cime svettanti noi ritroviamo il desiderio di ringraziare Dio per le meraviglie delle sue opere. Vogliamo ascoltare in silenzio la voce della natura al fine di trasformare in preghiera la nostra ammirazione. Queste montagne, infatti, suscitano nel cuore il senso dell’infinito, con il desiderio di sollevare la mente verso ciò che è sublime. Queste meraviglie le ha create lo stesso autore della bellezza”.

Giovanni Paolo II nel 1993 sempre in Cadore: “Cari amici, conservate sempre vivi nell’animo l’amore e l’ammirazione per la natura, che tanta serenità infonde in chi sa riconoscervi i segni della magnanimità del Signore e della sua Provvidenza misericordiosa…Una certa cultura moderna, in un mondo segnato da ritmi di vita incalzanti, sembra spesso emarginare quanti non fanno parte del cosiddetto ciclo produttivo…E’ sintomatico che nel nostro tempo, di fronte a quello che è stato additato come il pericolo dell’olocausto ambientale, sia sorto un grande movimento culturale, mirante alla difesa e alla riscoperta dell’ambiente naturale. A tale urgenza occorre sensibilizzare specialmente i giovani.”

Giovanni Paolo II nel 1996 in Cadore: “Davanti alla maestà dei monti, siamo spinti ad instaurare un rapporto più rispettoso con la natura. Allo stesso tempo, resi più coscienti del valore del cosmo, siamo stimolati a meditare sulla gravità delle tante profanazioni dell’ambiente perpetrate spesso con inammissibile leggerezza. L’uomo contemporaneo, quando si lascia affascinare da falsi miti, perde di vista le ricchezze e le speranze di vita racchiuse nel creato, mirabile dono della Provvidenza divina per l’intera umanità”.

Mig/Gc

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