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Pacchetto Aria: respirare bene non e’ un diritto di tutti?

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No alla cancellazione del ‘Pacchetto Aria’. Respirare been e’ un diritto dei cittadini

 

 

Qualche giorno fa, il 12 novembre, la Commissione Europea ha presentato a Matteo Renzi, in qualità di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea, e a Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo, la proposta di Programma di lavoro per il 2015. Tra le novità, l’eliminazione dalle priorità – e quindi verosimilmente dal Programma stesso – del cosiddetto Pacchetto Aria, contenente proposte cruciali per migliorare la qualità dell’aria che respirano i cittadini Europei.   Una decisione assurda che non piace ai cittadini e alle principali associazioni italiane ambientaliste che,  insieme ad associazioni di medici e ricercatori, hanno scritto al Governo, in materia di tutela della qualità dell’aria.

Visto l’importante ruolo svolto dall’Italia in questo semestre Europeo, le Associazioni hanno dunque chiesto al Governo italiano di non accogliere la richiesta, avanzata dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e dal Vicepresidente Frans Timmermans nell’ambito della proposta di Piano di Lavoro della Commissione per il 2015, di rivalutazione fra gli altri temi del cosiddetto Pacchetto Aria entro il quale si trovano nuove proposte legislative, alcune pubblicate meno di un anno fa.

La Commissione aveva infatti già approntato proposte dettagliate per molti degli elementi che compongono il Pacchetto Aria e fra questi la Nuova Direttiva sui Limiti Nazionali alle Emissioni, oltre alla Direttiva che ridurrà l’inquinamento derivante dagli impianti medi e il Regolamento sulle cd. “non-road mobile machinery”. Inoltre, sono già in fase avanzata le proposte necessarie ad affrontare il tema cruciale delle emissioni reali delle automobili per mezzo di nuovi test dei livelli di emissioni dei veicoli su strada.

Il ritiro del Pacchetto Aria sarebbe in profondo contrasto con i bisogni dei cittadini Europei e Italiani. In un recente sondaggio dell’Eurobarometro, il 56% degli Europei dichiara infatti di essere preoccupato per l’inquinamento dell’aria sopra ogni altra cosa e questa preoccupazione è in crescita. Il ritiro delle direttive, su cui la precedente Commissione ha lavorato per anni, rappresenterebbe inoltre un grave segno di inefficienza delle istituzioni europee.

‘Respirare aria pulita e la tutela della salute sono diritti irrinunciabili dei cittadini europei – scrivono le Associazioni – per questo chiediamo al Premier Renzi e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, nella veste rispettivamente di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea e di Ministro dell’Ambiente Europeo in carica, di esercitare l’attuale ruolo istituzionale invitando la Commissione a revocare la proposta di ritiro del pacchetto e a utilizzare invece il lavoro e le proposte della Commissione precedente, per quanto concerne il Pacchetto Aria, nella preparazione del programma di lavoro della nuova Commissione del 2015 e degli anni successivi.’

La decisione della Commissione Europea non è di poco conto: basta pensate che in Italia muoiono prematuramente oltre 67.000 persone per l’elevato inquinamento dell’aria. In Europa sono 450 mila. I costi esterni per la società, collegati alla salute, si aggirano in una quota fra i €330-940 miliardi/anno, come si legge nel recente Rapporto 2014 sulla qualità dell’aria pubblicato la scorsa settimana dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il Pacchetto di norme in discussione riguardanti la qualità dell’aria è ancora più importante, dunque, poiché affronta il danno alla salute con l’obiettivo di evitare almeno 58.000 morti premature ogni anno e 40-140 miliardi di costi esterni collegati ad esso.

gc 

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