Un’ora d’aria/5 Le domeniche ecologiche sconfiggeranno smog e polveri sottili?

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Domeniche a piedi, zone a traffico limitato e targhe alterne. Sono queste le strategie dei Comuni che combattono contro lo smog, ma non bastano

Tira proprio una brutta aria sulle nostre città, inquinata e piena di polveri sottili, dannose per la nostra salute. E le amministrazioni comunali tentano diverse strategie per abbassare la soglia dei pm10 e delle polveri sottili: domeniche a piedi, circolazione a targhe alterne e zone a traffico limitato.

Sì, i Comuni italiani tentano così di ripulire l’aria che respiriamo. A Milano, per esempio, si è tentato prima con le domeniche a piedi. Strade sgombre dalle macchine e riconquistate dai pedoni, famigliole sorridenti in bicicletta e tante belle intenzioni, le domeniche a piedi hanno fatto quasi dimenticare il problema. Ma il lunedì successivo si ripresenta all’Amministrazione Comunale e ai cittadini la dura realtà. L’aria di Milano inquinata era, e inquinata rimaneva. E allora un altro tentativo, il centro storico si chiude al traffico, nasce l’Area C. A detta degli ispiratori della famigerata Area C lo scopo principale dell’iniziativa è quello di limitare i problemi di traffico e non di risolvere l’annoso problema dello smog. 

Veniamo poi all’aria che si respira nella Capitale. Qui ci sono state anche le domeniche e i giorni a targhe alterne. A Roma, per esempio, ci sono giorni in cui si circola a targhe alterne. Ma, ovviamente, hanno la stessa valenza delle domeniche a piedi. La giornata in cui ci si impegna fa dimenticare i problemi smog, ma il giorno dopo le polveri sottili aumentano notevolmente.

Che fare allora? Di certo non si può continuare con il palliativo delle targhe alterne o delle domeniche ecologiche.

(GC) 

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