ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Napoli rimanda festa Inter, quando può arrivare lo scudetto?-Napoli, Conte attacca Lukaku: "Non mi ha nemmeno salutato, sono deluso"-Iran-Usa, prove di dialogo a Islamabad. Trump manda Witkoff e Kushner-Italia ripescata ai Mondiali, Iran 'sfotte': "Trump non capisce di calcio"-Rafa Jodar, chi è tennista che incanta Madrid e potrebbe sfidare Sinner-Pena di morte, l'ordine di Trump: negli Stati Uniti può tornare la fucilazione-Napoli-Cremonese, braccio di Grassi su tiro Giovane: giusto rigore?-SuperEnalotto, la combinazione vincente di oggi: centrati tre 5 da 51mila euro-Roma, Aldair compie 60 anni: il primo trailer del documentario 'Cuore giallorosso'-Serie A, oggi Napoli-Cremonese - Diretta-Successo Italia al Seafood Expo Global 2026, innovazione e sostenibilità per rilancio filiera ittica-Alcaraz, Bertolucci critica dopo ritiro da Roma e Parigi: "Deve programmare meglio"-Madre e figlia morte a Campobasso, Centro antiveleni Pavia: "Positivi a ricina tutti i campioni ematici"-Sinner, nervosismo a Madrid: fallisce il set point e alza il pollice-Alcaraz salta Roma e Roland Garros: "Momento difficile, ma devo essere cauto"-Scommette sulla cattura di Maduro, partecipa al blitz e incassa oltre 400mila dollari: arrestato soldato Usa-Inaugurata la Settimana velica internazionale a Livorno-Tappa ligure per ‘SquisITA-L’Italia in un boccone’-Libri, esce 'Disabilità e discriminazione', casi reali per garantire diritti-Curricula sempre più redatti con intelligenza artificiale, boom di strafalcioni

Obama e l’ambiente. Storia di un divorzio?

Condividi questo articolo:

Incalzato da più parti il Presidente Usa Barack Obama ha chiesto all’ Epa di ritirare i nuovi standard che dovevano proteggere gli americani dall’inquinamento atmosferico, attirandosi critiche feroci. L’ultimo capitolo di un rapporto in crisi, quello tra Obama e gli ambientalisti

Le critiche che piovono in questi giorni sul presidente degli Usa Barack Obama sono tra le più gravi che si potessero fare all’uomo della "green revolution": Obama ha ceduto alle pressioni delle lobbies industriali americane (che gli ambientalisti liquidano come "gli inquinatori") ed ai ricatti dei Repubblicani, che dominano il Congresso.

Tra i più arrabbiati con il presidente paladino della Green Economy c’è il Sierra Club, la più numerosa e agguerrita associazione ambientalista statunitense, che può contare su più di un milione e mezzo di attivisti. Durante la campagna presidenziale e nei primi anni del mandato di Obama, Sierra Club si era schierata al fianco del presidente, i personaggi più in vista del movimento ambientalista sono da sempre considerati molto vicini ad Obama, come il direttore Michael Brune.

Fino al deciso dietro front, caratterizzato prorio da dichiarazioni di Brune che condannavano senza appello alcune delle decisioni presidenziali. Ma cosa ha fatto perdere definitivamente la pazienza agli ambientalisti americani? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la richiesta di Obama di all’ Environmental protection agency (Epa) di ritirare gli Ozone national ambient air quality standards che dovevano proteggere gli americani dall’inquinamento atmosferico.

Secondo Sierra Club, ma anche secondo Greepeace, questo sarebbe l’ultimo atto di una resa, con la quale lo stesso presidente Usa sta fiaccando il tanto acclamato Clean Air Act. Il regolamento che dava un corposo giro di vite alla legislazione in tema di immissioni in atmosfera. Gli ambientalisti accusano Obama di aver ceduto alle tante pressioni che le lobbies manifatturiere ed industriali avrebbero esercitato per difendere i lofo profitti.

Le aziende, da parte loro, sostengono che in un momento di crisi economica e con l’incubo della recessione, le norme erano troppo stringenti e costose, praticamente impossibili da applicare e rispettare nei tempi e nei modi previsti dal Clear Air Act.

Non è l’unico segno dei venti di crisi che soffiano sulla Casa Bianca. In molti hanno approfittato del fallimento della Solyndra, l’azienda produttrice di pannelli fotovoltaici che Obama aveva eletto a simbolo della green economy, e finanziato con 535 milioni di dollari, per parlare immediatamente di "green flop". I repubblicani sono andati all’attacco a suon di inchieste del Congresso, ma in questo caso la Presidenza ha resistito, sostenendo che "continuerà a finanziare questo mercato".

In calo di consensi e popolarità, Barack Obama è obbiettivamente in difficoltà. Saranno le politiche ambientali ed i progetti di sostegno alla Green Economy le prime vittime di queste difficoltà? La rivoluzione di Obama deve ancora dimostrare agli Usa ed al mondo di essere tale, tuttavia l’unico modello alternativo alla green economy è quello cinese, che ha divorato il pochi anni un patrimonio naturale ed ambientale smisurato.

(VG)

Questo articolo è stato letto 314 volte.

ambiente, Epa, Obama, Ozone standards, Sierra Club

Comments (5)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net