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Hai pagato l’iva sulla tassa dei rifiuti? Hai diritto al rimborso, scopri come fare

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Dal 1999, la tassa sui rifiuti in alcuni Comuni italiani e’ stata pagata maggiorata dell’Iva, cosa non legittima. Partono i rimborsi, scopri come fare

L’iva sulla tassa sui rifiuti non andava pagata a partire dal 1999. Ed ora lo Stato deve rimborsare, a tutti i cittadini che l’hanno pagata, il denaro ricevuto indebitamente. Ma vediamo nel merito di cosa si tratta. A partire dal 1999 molti Comuni hanno sostituito la Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani (Tarsu), vecchia tassa sui rifiuti, con la Tariffa di Igiene Ambientale (Tia), nuova tassa sui rifiuti, come definito dall’art. 49 del D.lgs. n. 22 del 1997, il cosiddetto Decreto Ronchi, e dal DPR n. 158/1999. Il nome della tassa, Tariffa igiene ambientale ha tratto di inganno un po’ tutti. Alcuni Comuni che hanno fatto pagare la tassa l’hanno fatta passare per tariffa e quindi hanno applicato l’iva, così i cittadini-contribuenti hanno pagato una tassa più costosa, con il 10% in più del dovuto.

Ma la tassa sui rifiuti non è una tariffa, bensì una tassa vera e propria. A deciderlo è stata la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, che ha stabilito che la Tia è una ‘tassa’ e non una ‘tariffa’, pertanto, sulla stessa non è applicabile l’Iva. La conseguenza è che lo Stato deve rimborsare ai cittadini il denaro versati impropriamente.

Ad essere interessati dal rimborso dell’iva sulla tassa sui rifiuti sono circa 6 milioni di famiglie (pari a circa 17 milioni di cittadini) residenti in ben 1182 comuni italiani. Una famiglia che ha pagato 250 Euro all’anno di Tia avrà diritto al rimborso di 25 euro l’anno, per tutti gli anni che ha pagato indebitamente l’iva. Complessivamente, secondo uno studio della Uil, lo Stato dovrà pagare circa 1,3 miliardi di euro, una cifra di non poco conto. 

Per ottenere il rimborso dell’iva sulla tassa sui rifiuti basterà assicurarsi che il proprio Comune abbia adottato questa nuova tassa come sostituta della vecchia Tarsu e accertarsi di avere tutte le ricevute di pagamento relative alla Tia, facendo attenzione che, nelle relative fatture, sia stata effettivamente addebitata l’Iva. Per richiedere il rimborso e la cessazione immediata dell’applicazione dell’iva sulla Tia, basterà recarsi presso uno degli sportelli della Federconsumatori o scaricare il modulo di richiesta del rimborso sul sito della Federcosumatori, compilarlo e spedirlo all’azienda o comune che emette le bollette.

(GC)

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