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Le frane d’ Europa sono made in Italy. Nell’ ultimo inverno danni per 3 miliardi

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La metà delle frane europee è italiana. Il dato allarmante è dell’Ispra, Istituto superiore protezione e ricerca ambientale. Le cause? Estati troppo lunghe e inverni troppo piovosi. Le ricadute si avvertono anche sul nostro made in Italy, come anche da valutare il ruolo dei consorzi di bonifica



Oltre la metà delle frane censite in Europa avvengono in Italia. Il dato è dell’Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, Ispra, che ha rilevato che su 712mila smottamenti, circa 486mila sono “made in Italy”. Estati troppo lunghe e calde, inverni troppo piovosi, fatto sta che il terreno diventa arido a tal punto da non riuscire ad assorbire l’acqua che scivola così sulla superficie creando vere e proprie esondazioni. È per questo che l’Anbi, l’Associazione nazionale dei consorzi di bonifica, richiama l’attenzione sulla necessità di mettere a punto un piano programmatico per ridurre il rischio idrogeologico.

 

 

 

Si tratta di una lista di 2,519 interventi su tutto il territorio nazionale per un investimento di 5,723 milioni di euro a fronte di danni provocati dalle catastrofi idrogeologiche stimati nel solo inverno scorso in oltre 3 miliardi di euro. I consorzi aderenti all’Anbi sono in tutto 178 e provvedono alla gestione del reticolo idraulico minore e alla distribuzione delle risorse irrigue che coprono una superficie di 17.919.838 ettari, ovvero il 59,47 per cento del territorio nazionale.

 

 

 

Il reticolo di canali gestito è di 181.312,66 chilometri e su questo sono attive ben 116 centrali elettriche, capaci di produrre 111.340,8 kw. Ma non solo questo: Dal lavoro dei consorzi di bonifica, che consentono alla terra di essere raggiunta dall’acqua, dipende anche l’84% per cento del made in Italy agroalimentare, il cui giro di affari è di 165 miliardi di euro l’anno. E che rappresenta il secondo Pil nazionale. (Nereo Brancusi)

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